I nuovi sacchetti biodegradabili nascono ad Adria

Da pochissimi giorni i sacchetti biodegradabili sono diventati obbligatori per pesare frutta, verdura, carne e pesce al supermercato e la polemica impazza sui social. Ma discussioni pro ambiente o pro portafogli a parte, pochi sapranno che la filiera dei nuovi sacchetti completamente biodegradabili ha origine in Veneto, in particolare a Bottrighe, una frazione del comune di Adria.

Proprio qui infatti si trova  lo stabilimento MaterBiotech di Novamont, inaugurato lo scorso settembre, che produce la materia fondamentale delle  nuove shopper in plastica biodegradabile. Sapere di più riguardo la loro produzione potrebbe aiutare a comprendere gli effettivi benefici di un’imposizione per alcuni fastidiosa.

La componente essenziale per la produzione di queste plastiche completamente biodegradabili  è il butandiolo (Bdo)  che unito all’amido di mais, compone le borse “incriminate”. Lo stabilimento Mater-Biotech è il primo impianto al mondo capace di realizzare il butandiolo attraverso gli zuccheri e non più dal petrolio.

Questo composto infatti finora veniva ricavato solo da fonti fossili, mentre qui esso viene ottenuto in maniera innovativa da fonti rinnovabili, ovvero  zuccheri prodotti in laboratorio (attraverso l’isolamento di batteri di tipo eschericchia-coli opportunamente ingegnerizzati).

Il maggiore impiego di materie prime rinnovabili(che dal 36% passa al 61%) comporta una forte riduzione delle emissioni in atmosfera: la produzione del bio butandiolo rappresenta un’innovazione mondiale in termini di sostenibilità ambientale.

Senza considerare il vantaggio in termini di occupazione locale per la zona del Polesine che il nuovo stabilimento produttivo ha portato nella zona, rilanciando un sito industriale che era destinato alla scomparsa.

 

 

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