Caso Coimpo. Relazione dei carabinieri: livelli spropositati di idrocaruri e zinco, documento choc

“Su 32 campionamenti effettuati, in 15 casi sono stati registrati valori superiori ai limiti di legge relativamente a nichel, idrocarburi e zinco”. “Appare dunque sostenibile affermare che sia perlopiù effetto di una ripetuta applicazione di un’ingentissima quantità di fanghi che non erano esenti da sostanze tossiche e nocive e/o persistenti e/o bioaccumulabili per il terreno, per le colture, per gli animali, per l’uomo e per l’ambiente in generale”. È il documento choc dei carabinieri forestali del Veneto, gruppo di Rovigo, fatto arrivare in Comune ad Adria e letto nella seduta dello scorso 17 gennaio dall’assessore all’Ambiente Giorgia Furlanetto in relazione al caso Coimpo. La relazione delle forze dell’ordine rende conto di un “superamento accertato della soglia di contaminazione dei valori nei campioni esaminati a causa del versamento di ingenti quantità di fango a opera della Coimpo. Sui terreni agricoli – ha letto Furlanetto – venivano riversati quantità di fanghi e fertilizzanti di molto superiori a quanto certificato nei registri e nei documenti di trasporto” e ancora si parla di “quantità spropositate e molto superiori alle norme fissate”. I carabinieri riferiscono di numerosi “stratagemmi” individuati a partire anni 2000 “per cui l’esagerata distribuzione sui terreni ha avuto inizio in tempi remoti”. 377 gli ettari controllati, da cui emerge come le “sicure contaminazioni dei terreni paiono riconducibili alle attività in esame (di Coimpo e Agribiofert, ndr). Appare chiara, inoltre, la “presenza di inquinanti di sicura origine antropica che interessano 5 campagne su 6 e in particolare l’area più vicina all’impianto.

Giorgia Gay

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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