Ponte San Nicolò: l’arrivo del tram scatena le polemiche

L’amministrazione comunale di Padova ha celebrato nelle scorse settimane, lo sblocco da parte del Ministero delle Infrastrutture di 56 milioni di euro per il finanziamento della linea Sir 3 del tram di Padova, dalla Stazione a Voltabarozzo. A Ponte San Nicolò, invece, sia la maggioranza che le minoranze hanno accolto la notizia con viva preoccupazione. Ad allarmare non è il tram in sé, quanto la scelta del capolinea, a pochi metri dai confini comunali. Il timore è che si venga a replicare lo scenario di Albignasego, dopo la Guizza, con un aumento del traffico dei pendolari che ogni mattina si recherebbero con i loro mezzi a prendere il tram per andare a lavorare o a studiare a Padova. La Statale Piovese, che dopo gli anni della crisi sta tornando a registrare un traffico superiore ai 30 mila veicoli giornalieri, rischierebbe un tracollo che neppure le rotonde o altri interventi stradali riuscirebbero a mitigare. Pochi giorni prima di Natale il consiglio comunale ha approvato la mozione a firma di Hussein Bazzi (Ponte San Nicolò Democratico) che chiede all’amministrazione di impegnarsi con ogni mezzo e in ogni sede competente per richiedere che il nuovo tram non fermi la sua corsa a Voltabarozzo, ma prosegua fino a Legnaro. Si calcola infatti che ogni giorno siano quattromila i veicoli che da Padova si dirigano ad Agripolis, all’Istituto zooprofilattico, all’Istituto di Fisica Nucleare e a Veneto Agricoltura: la prosecuzione del tram toglierebbe dunque un buon numero di auto dalle strade. Anche l’amministrazione comunale di Legnaro si è detta favorevole all’opera, anzi: la richiesta di una modifica al progetto del Sir3 era già stata inoltrata ai tempi della reggenza di Ivo Rossi, nel lontano 2013. Contro la mozione ha votato solo il centrodestra di “Per Cambiare Ponte San Nicolò”, a motivo però di una complessiva avversione al progetto: i consiglieri Marco Schiavon e Gianluca Zaramella si sono comunque accodati nel sottolineare i rischi per il traffico del capolinea a Voltabarozzo. Il primo cittadino di Ponte San Nicolò, Enrico Rinuncini, invita Padova a continuare la riflessione, aiutato dal fatto che, dopo la caduta di Bitonci e l’arrivo di Sergio Giordani alla guida di Palazzo Moroni, sia ripreso il dialogo tra i due municipi. “Abbiamo già avuto modo di fare le nostre osservazioni nel contesto del Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile. Pensiamo che ormai non si possa più ragionare dentro il solo contesto urbano, delineato dalla circonvallazione delle tangenziali, ma che tali progetti debbano per forza guardare al di fuori, oltre le direttrici delle autostrade. Il tram, anche se ricadesse interamente nel territorio di Padova, avrebbe un impatto molto forte per i Comuni della cintura, per questo è giusto estendere il ragionamento”. Per Rinuncini c’è ancora possibilità di intervenire: “Sarebbe importante riflettere anche sulla tipologia di macchina da impiegare: non è detto che si debba per forza ricorrere alle rotaie, esistono altre soluzioni. Anche per il tragitto di un’eventuale prosecuzione fino a Legnaro c’è modo di selezionare il tracciato più adatto”. Andrea Canton

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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