Litorale veneto: il Contratto di Costa Sempre più verso una strategia comune

Un altro passo avanti verso la firma de Contratto di Costa Veneta, un patto territoriale che permetterà ai sindaci di Caorle, Cavallino Treporti, Chioggia, Eraclea, Jesolo, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e San Michele al Tagliamento di pianificare una strategia unitaria per la gestione e la valorizzazione delle risorse territoriali del litorale veneto. Il 4 dicembre, a Chioggia, presso l’auditorium San Nicolò si è tenuta la prima assemblea plenaria finalizzata alla presentazione pubblica del progetto, che ha visto la partecipazione del Sottosegretario di Stato Ministero dell’Ambiente, Barbara Degani, e dei deputati Pd Sara Moretto e Diego Crivellari. A fare gli onori di casa è stato il primo cittadino Alessandro Ferro, che ha raccolto il testimone dall’ex sindaco Giuseppe Casson. “Siamo ad un punto di arrivo – ha spiegato – ma anche un punto di partenza. Un esperimento che ho visto nascere nel 2013 e crescere step dopo step, e che dovrà portare alla risoluzione di numerosi problemi”. Presenti in sala anche le associazioni di categoria di pesca e turismo con cui i sindaci firmatari del contratto si impegneranno a collaborare attraverso l’organizzazione di alcune tavole rotonde che avranno inizio nei primi mesi del 2018. Come specificato dalla coordinatrice tecnico scientifica del progetto Laura Mosca, la parte preliminare di ricerca è terminata, ora si entra nella fase operativa, quella in cui si andrà a confrontarsi su problematiche comuni alle varie località costiere. L’obiettivo è quello di agire come unica unità per affrontare tematiche come quella dell’erosione costiera, della qualità delle risorse idriche e delle conseguenze del cambiamento climatico sugli ecosistemi acquatici.

“Il tasso di crescita del livello del mare è raddoppiato – spiega Maurizio Ferla, Direttore del Centro Nazionale Protezione della Fascia Costiera – causando maggiori inondazioni costiere e una più pesante aggressione del cuneo salino”. Problematiche a cui è necessario dare una risposta attraverso soluzioni concrete, considerato che circa 9.000 soggetti pubblici e privati hanno interessi economici sul litorale veneto. Il Contratto di Costa segue il modello concettuale del Contratto di Foce Delta del Po e i soggetti firmatari sperano possa essere un riferimento per altre regioni. “Sottolineo – afferma Barbara Degani – il carattere sperimentale di questo progetto, che dev’essere considerato come un’azione pilota da cui prendere esempio”. L’ultima parte del tavolo è stata l’occasione di un confronto diretto con il pubblico, numerosi gli interventi dei rappresentanti delle associazioni del settore turistico e della pesca che si sono dimostrati disponibili a proporre soluzioni che abbiano una ricaduta positiva sul territorio e le imprese a breve termine.

Giulia Zennaro

 

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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