Parco Colli i confini non si toccano

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I confini del Parco non si toccano. Ad un anno dallo spauracchio lanciato dal consigliere regionale di centrodestra Sergio Berlato – che aveva quasi ottenuto dalla Regione la riduzione dell’80 per cento delle aree protette del Parco Colli, soprattutto per agevolare la caccia ai cinghiali – la giunta regionale pare aver drasticamente ridimensionato l’attacco all’ente collinare. La giunta di Luca Zaia ha infatti approvato una delibera che propone di ritoccare solo parzialmente i confini dell’area protetta. Alla proposta di Berlato – che aveva scatenato mobilitazioni e proteste di ogni genere negli Euganei, da amministratori, cittadini e associazioni – è stata preferita quella che ogni singolo Comune ha inviato alla Regione.

Tutti e quindici i Comuni hanno consegnato alla Regione, entro la scorsa primavera, le proposte di riperimetrazione del loro territorio di Parco, approvate dai singoli consigli comunali. Solo in quattro hanno effettivamente richiesto una riduzione dell’area protetta: Cervarese Santa Croce, Vo’, Teolo e Galzignano. A Vo’, tuttavia, in sede di consiglio comunale non si è raggiunta la maggioranza sulla proposta di riduzione del perimetro avanzata dalla giunta, quindi i confini rimarranno invariati. Lozzo Atestino e Cinto Euganeo hanno richiesto addirittura un leggero aumento della superficie protetta. La cartografia aggiornata con questi minimi spostamenti sarà sottoposta ora all’apposita commissione e poi presentata al primo consiglio regionale utile. La discussione è stata lunga e accesa per mesi e si è incrociata con le proteste per l’impatto dei cinghiali sull’area del Parco.

Nicola Cesaro

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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