Adolfo Zordan, sindaco deputato: “Farò il pendolare e seguirò ancora il mio Comune”

Adolfo Zordan, primo cittadino di Vigodarzere ed esponente del Carroccio, è stato eletto alla Camera. “Smettere di fare il sindaco per andare a Roma? No, grazie – è la sua riposta educata quanto perentoria. – “Sarò onorevole e farò il pendolare. Continuerò, insomma, a essere il sindaco di quanti mi hanno votato dando fiducia alla compagine che rappresento. Non farlo sarebbe un tradimento, una sorta di voltafaccia a quanti hanno riposto il loro consenso perché faccia qualcosa per il paese”. Adoldo Zordan, 65 anni il prossimo 5 maggio, non ha dubbi.

“Questa scelta non significa voler occupare troppe sedie. Il concetto è ben diverso ed è rafforzato da un altro dato importante. Con queste ultime elezioni politiche la Lega a Vigodarzere è il primo partito. Ha conseguito anche più voti del M5S. Dalle statistiche, poi, emerge una lettura fin troppo chiara: non sono ancora due anni che amministriamo, se la gente ci ha premiato vorrà dire che qualcosa di buono abbiamo fatto. La gente sa il fatto suo e non perdona se è il caso come si è visto”.

Zordan è leghista della prima ora. Il suo attivismo inizia nel 1992. Prima di essere eletto sindaco era stato assessore nel 2001 e nel 2009, ma mai si era candidato come primo cittadino. “L’ho fatto solo dopo essere andato in pensione. Per seguire il proprio paese bisogna dedicarsi e ci vuole tempo”. Dopo un lavoro come tecnico anche con esperienze all’estero e una laurea in Sociologia, nel 2016 viene eletto sindaco. “La prima cosa che farò a Roma? Il mio motto, lo sanno in tanti, è la concretezza. Gli elettori hanno dato indicazioni precise e quello che vogliono ora sono risposte immediate e non chiacchiere. Ci metteremo subito al lavoro sull’autonomia: è questo il caposaldo da cui l’Italia potrà ripartire”.

Nicoletta Masetto

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