Intervista a Bobo: “Niente strascichi, questa amministrazione era nata sbilenca”

A febbraio le dimissioni di massa che hanno decretato la fine del Bobo-ter. Ora inizia una breve campagna elettorale. Ci eravamo lasciati, nello scorso numero della Piazza, con la giunta Barbujani in bilico e ci ritroviamo con il sindaco caduto e il comune commissariato. Ma sarà una parentesi breve perché già in primavera Adria avrà il nome del prossimo sindaco. “Le possibili date per le elezioni sono il 24 maggio oppure il 10 o 17 giugno” fa sapere l’uscente Massimo Barbujani, con cui facciamo il punto su quanto accaduto, guardando però anche oltre. Perché Bobo non lascia la politica, anzi torna alla carica, anche se non in primissima fila.

La Bobo-sindaco ci sarà all’appuntamento elettorale questa primavera?

“La lista c’è perché ha un bacino di consensi importante e sarà probabilmente l’ago della bilancia del prossimo scenario politico. Magari la continueremo a chiamare ‘Bobo sindaco’ aggiungendo però la postilla ‘e le frazioni’, perché da sempre abbiamo avuto massima attenzione per loro: nel nostro logo da sempre ci sono i loro nomi e 5-6 consiglieri comunali di questa tornava provenivano dalle frazioni. Lì abbiamo fatto, come amministrazione, gli investimenti più grandi e massicci”.

Non potrà essere lei, però, il candidato sindaco giusto?

“Non potrò essere protagonista in prima fila per la legge sui tre mandati. Sarò comunque attivo in prima persona. Nel mese di marzo ci siamo trovati più volte con la lista, che è una vera lista civica, non una mascherata: ci sono dentro ex Pd, per fare un esempio, quindi è trasversale al massimo”.

Ora che è passato un po’ di tempo, come sta reagendo a quanto successo?

“Sapevo benissimo che questa amministrazione era nata sbilenca. Avevo assegnato assessorati e incarichi in base al consenso emerso dalle elezioni, ma non tutti l’hanno capito e accettato”.

I rapporti con Federico Simoni?

“Simoni ha sicuramente sbagliato… innanzitutto è un po’ troppo orgoglioso, avrebbe dovuto fare un passo indietro. Io prima di quel fatidico consiglio gli avevo detto che lo avrei ridimensionato, ma probabilmente non sarebbe comunque servito perché Simoni era solo un pretesto: qualcuno pensa di far politica alzando sempre più l’asticella del salto… Ma nonostante le beghe politiche io ho sempre lavorato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, impegnandomi al massimo”.

Non sarà, questa, una campagna elettorale facile.

“Dobbiamo comunicare in maniera intelligente cosa è successo e perché. Ma dobbiamo anche girare pagina e andare avanti. Da parte mia non ci saranno ulteriori strascichi”.

Saranno difficili anche le alleanze.

“Chiaro che dove ci sono io non c’è Busato, Pivaro, Passadore, Mainardi, Cantarutti e altre figure che hanno assecondato questa tristissima pagina della politica adriese”.

E con Simoni?

“Ci stiamo parlando ma io sono io, lui è lui, questo è chiaro”.

Le elezioni politiche del 4 marzo sono stati forse un test pre-elettorale. Come lo valuta?

“C’è qualcuno che si gonfia già il petto. Qualcuno pensa che voti di politiche siano quelli delle amministrative, ma alle amministrative la persona fa la differenza. C’è stata in ogni caso la conferma del centrodestra e dei dati che noi abbiamo avuto alle amministrative”.

Avete già il nome del vostro candidato sindaco? “Qualcuno mi chiede di mettere mia moglie, Manuela Melato detta Patrizia, perché persona vaida e competente. Ed è una delle ipotesi, ma dovremo trovare il modo di fare sponda con qualcuno. Ora però non è facile perché all’inizio sono tutti candidati sindaco”.

Giorgia Gay

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento