Manifestazioni, il Prefetto apre alle richieste dei sindaci

Incontro fra sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese a Venezia nelle scorse settimane, con il Prefetto Carlo Boffi sulla questione delle misure di sicurezza da far rispettare nelle manifestazioni pubbliche. Misure che recentemente dal governo sono state rese molto più stringenti, e che anche nel comprensorio del 17 comuni. Misure prese dopo i fatti capitati a Torino in piazza San Carlo, che hanno causato la morte di una persona e il ferimento di altre 1500 lo scorso giugno. Le nuove stringenti misure hanno provocato di fatto nel territorio, la cancellazione o messo a rischio eventi, come “il “Carneval dei Storti” a Dolo o “Oriago in Fiore”, la mostra florivivaistica che era in programma nella frazione mirese ad inizio aprile, e che forse sarà fatta più in là, se si riuscirà, a maggio. A chiedere un incontro urgente con il Prefetto era stato il sindaco di Mira Marco Dori, fin dalle prime settimane del 2018.

L’incontro è stato interlocutorio ma positivo, sottolinea il primo cittadino del più popoloso comune dell’area. “Dal Prefetto Boffi – dice Dori – è arrivata una prima risposta positiva alle nostre istanze. Il Prefetto darà così delle linee guida nell’organizzazione degli eventi in tema di sicurezza. Linee guida che faranno delle distinzioni ben precise fra una sagra di paese o un mega concerto di migliaia di persone. Linee guida che inoltre saranno mandate anche nel resto delle provincie del Veneto come indicatori generali di provvedimenti da prendere”.

Ma non solo. “Come sindaci – spiega Dori – abbiamo preso l’impegno di portare in tutti i consigli comunali del comprensorio di Riviera e Miranese, ordini del giorno che chiedono al governo, di qualunque colore politico sarà, una modifica delle normative che fissano standard che sono ritenuti da chi organizza eventi a livello territoriali sicuramente troppo difficili da raggiungere in termini organizzativi, ed economici”. Spesso va messo in conto infatti che le manifestazioni folcloristiche vengono fatte da volontari, che mettono a disposizione della comunità il proprio tempo libero gratuitamente. Alessandro Abbadir

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