Mardimago, pronti a nuove proteste contro il traffico pesante

Torna alla carica il comitato Vivi Mardimago, che nel mese di marzo ha promosso una nuova manifestazione. Un corteo di auto in marcia a 20 chilometri orari per rallentare il traffico di Viale dei Mille delle 9.30 alle 11 in punto. Il corteo, composto da 14 auto che esponevano i cartelli “Corteo di Protesta”, “Soluzioni quando?”, “Traditi dalla Provincia”, ha percorso lo stradone principale di Mardimago ed è giunto fino al canale Ceresolo, partendo e tornando al piazzale della scuola elementare, scortato dalle pattuglie della polizia locale, insieme a una pattuglia dei carabinieri e a una della polizia stradale. Ma il comitato non si arresta qui, la prossima azione di protesta potrebbe avere luogo venerdì 18 maggio in occasione della tredicesima tappa del Giro d’Italia, che partendo da Ferrara passerà per il Polesine passando anche per Mardimago per poi proseguire alla volta delle province di Padova, Venezia e Treviso.

Sulla modalità dell’eventuale manifestazione il comitato non si sbilancia, ma esclude categoricamente azioni tali da bloccare l’evento sportivo. Un’occasione per dare nuovamente visibilità a una vicenda annosa, di cui il comitato Vivi Mardimago, istituito nel 2014, fa da portavoce per ottenere un intervento decisivo per risolvere i problemi legati alla viabilità e alla sicurezza di via dei Mille, la strada che divide in due Mardimago, percorsa ogni giorno da numerose automobili, mezzi pesanti, tir, camion. Un parziale accoglimento delle richieste del comitato Vivi Mardimago era arrivato con l’approvazione da parte della giunta comunale di Rovigo, della delibera del dicembre 2016 che introduceva il divieto di transito ai veicoli di massa superiore alle 7,5 tonnellate nel tratto tra via Calatafimi e il confine con San Martino di Venezze.

Ma alcune aziende di San Martino di Venezze ed Anguillara Veneta, ritenendo il provvedimento dannoso per i loro affari, hanno presentato ricorso al Tar veneto, sostenute dalla Provincia e dal Comune di San Martino di Venezze. Dopo la sospensione cautelare del provvedimento, il tribunale amministrativo ha sentenziato a sfavore della delibera ritenuta “illegittimamente adottata in via unilaterale dal Comune resistente in violazione del principio di leale collaborazione e del diritto di partecipazione degli altri enti interessati dalle ricadute viarie che esso avrebbe determinato”. Ma dal momento della sentenza del Tar emessa lo scorso 8 novembre e pubblicata il 9 gennaio, il comitato non avrebbe più ricevuto nessuna notizia dal Comune.

“Non riteniamo giusto questo atteggiamento della politica nei confronti di frazione martoriata dal traffico e dall’alta velocità”, così il presidente del comitato Vivi Madimago, Giuliano Bernardinello. Da un lato, il comitato ritiene che la Provincia, avendo supportato le aziende nel ricorso al Tar, non sia stata super partes, nonostante abbia poi rivendicato una sua imparzialità. Dall’altro denuncia una mancanza del Comune, che non avrebbe presentato al Tar una documentazione aggiornata e non avrebbe riportato con esattezza le richieste del comitato.

Bernardinello spezza però una lancia a favore dell’assessore alla Mobilità Luigi Paulon, che in occasione dell’incontro svoltosi a ottobre insieme al comitato, all’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Saccardin e al legale del Comune di Rovigo avvocato Ferruccio Lembo, “aveva proposto un restringimento di carreggiata in tre punti, in corrispondenza di altrettanti passaggi pedonali, così da dissuadere i mezzi pesanti a transitare per quella strada”.

La soluzione avrebbe già potuto essere attuata prima delle festività natalizie, se fossero state reperite le risorse necessarie. Tuttavia, come riporta il presidente di Vivi Mardimago, la proposta di Paulon “non ha trovato appoggi da nessuno”. E intanto, dopo quasi due anni d’attesa, salta anche l’incontro che si sarebbe dovuto svolgere con la giunta il 15 marzo. “L’Assessore Saccardin – fa sapere Bernardinello attraverso una nota amara – si è dimenticato d’avvisarci”.

 

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