Mirano, aumentano le dipendenze da alcol e droga

Allarme dipendenze nel Miranese. Parlano i numeri: 931 pazienti seguiti dal Serd, il Servizio per le dipendenze di Mirano, 208 di questi sono nuovi casi, e ben 76 sono persone già trattate e ricadute nel tunnel. La tendenza è diffusa, ma il Miranese ha le sue peculiarità: incide, più che l’emarginazione delle grandi città, l’alto tenore di vita medio, la presenza di importanti istituti scolastici, la movida nei centri più frequentati dai giovani.

A farla da padrona sono le droghe, (360 di cui 52 nuovi casi) e l’abuso di alcol (298 di cui 65 nuovi). Più recente la comparsa della dipendenza dal gioco, con 57 casi trattati, anche tra insospettabili pensionati. Ma la vera novità è internet: 7 i casi di dipendenza conclamati, a conferma che anche la rete può diventare una droga, con utenti vittime di relazioni online, chat-room, pornografia e shopping online compulsivo. Un quadro allarmante, ma è solo la punta dell’iceberg: a questi numeri vanno aggiunti infatti una cinquantina di giovani non seguiti dal Sert, ma segnalati dalla Prefettura per uso di stupefacenti.

Solo nel 2017 ben 25 tossicodipendenti hanno scelto l’alternativa alla pena detentiva. E poi c’è il dato sommerso, ovvero i tanti casi di chi dipende da droghe, alcol, gioco o internet, ma non è seguito, perchè non ha chiesto aiuto. Gli operatori del Seps, il Settore educazione e promozione della salute e gli operatori di strada del Comune di Mirano, segnalano in particolare l’incremento della diffusione dell’alcool e dei cannabinoidi nelle prime classi delle superiori e della cocaina già a 19-20 anni.

“Un Comune – interviene l’assessore al Sociale di Mirano, Gabriele Petrolito (nella foto) – non può più limitarsi solo a prendere in carico “casi sociali”, è necessario prevenire e intervenire già in presenza di comportamenti a rischio: non ci possiamo illudere che basti la sola repressione, serve intervenire sulla domanda, smuovendo la pigrizia sociale che ci impedisce di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti”.

Filippo De Gaspari

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