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Orizzonti al femminile nella rassegna al cinema Aurora

Realtà di donne, orizzonti del femminile nei tre film proposti dal cinema Aurora (www. cineaurora.it) nei mesi di marzo e aprile. Aurore, la protagonista di “50 primavere” (8 e 9 marzo), vive il delicato momento dei suoi cinquant’anni. Separata, senza più lavoro e presto nonna, non accetta di farsi da parte, come la società la spingerebbe a fare, ma si apre coraggiosamente a nuove opportunità per la sua vita. “Contro l’ordine divino” (16, 17 e 18 marzo), ambientato in un paesino svizzero nel 1971, racconta la storia di Nora, mamma e casalinga che decide di impegnarsi a favore del diritto di voto alle donne, mettendo a rischio la pace familiare e la quiete del suo villaggio. “Mary Magdalene” (24, 25 e 29 marzo, 2 aprile), giovane donna che sfida la sua famiglia e il mondo che le sta attorno per seguire Gesù di Nazareth. Sarà con lui fino a Gerusalemme, dove egli le affiderà il compito di prima testimone della sua resurrezione, superando la mentalità e le norme sociali fortemente radicate del luogo e del tempo in cui vive. Ad aprile sono previste altre due proiezioni e uno spettacolo tutto al femminile.

Tra i promotori e ideatori di questa, e altre rassegne, Luciana Salviato, Emilio Zampieri e la new entry suor Marta Bergamasco, laureata in Sociologia: “Non possiamo non vedere il grande rischio attuale di parlare della realtà femminile per luoghi comuni, in più sensi – spiega suor Marta –. È il momento di cominciare a guardarla con occhi diversi. Dopo anni di lotte femministe che indubbiamente hanno aperto molti spazi e opportunità alle donne, ancora tanti pregiudizi, resistenze, se non quando vere opposizioni, limitano o rendono difficile la loro vita e realizzazione sia nel privato che nel sociale. Bisogna riconoscere, inoltre, che troppo spesso le rivendicazioni femministe hanno puntato più all’uguaglianza” della donna con l’uomo che a cercare possibilità e libertà di esprimere la propria peculiarità, la dignità e la ricchezza della propria unicità. Per questo è urgente oggi un approccio diverso, più centrato sulla dialettica tra coscienza identitaria e riconoscimento sociale. Frequentemente la prima è stata trascurata, mentre è proprio la profonda conoscenza e coscienza di sé della donna il fondamento per costruire un concreto ed autentico riconoscimento sociale. Spesso è lei per prima, per un senso di inadeguatezza e svantaggio, a lottare con il fatto di essere donna, in un mondo che lo associa a una minore libertà personale e a possibilità inferiori. Come le protagoniste dei tre film proposti testimoniano, essere donna non è un destino di cui rammaricarsi. Il risveglio interiore della gioia della propria femminilità, anelito profondo, viscerale, è ciò che veramente permette alle donne di essere se stesse e coraggiosamente pronte a rompere le convenzioni che lo impediscono o lo limitano”.

Nicoletta Masetto

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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