Rovigo, l’occupazione è risalita, ma è boom di precari

Si parla di ripresa dell’economia, e i dati dicono che in Veneto i posti di lavoro siano tornati quasi ai livelli pre-crisi. Ma non è così dappertutto. Lo evidenzia il segretario generale provinciale della Uilm, Opellio Mirco Bolognesi, rieletto per il quarto mandato consecutivo, che in occasione del 16° congresso provinciale di Uilm Rovigo intitolato “Il mio lavoro” tenutosi nella sala convegni dell’Hotel Regina Margherita di Rovigo, ha illustrato i numeri della crisi economica polesana, regionale e nazionale.

“Una parabola impressionante – sottolinea Bolognesi – quella della nostra provincia se la confrontiamo con le altre realtà venete. E pensare che nel 2007 la provincia di Rovigo era quella dove minore era la disoccupazione giovanile, appena il 4,5%. Erano numeri da primato, molto lontani da quello che è il quadro attuale”.

Ora, infatti, il numero dei giovani che cercano un lavoro raggiunge il 41,4%, secondo un dato che risale al settembre scorso. Nel frattempo, stando ai dati del 23 febbraio 2018, l’industria è ripartita , registrando un +5,1% nel 2017 e il fatturato delle imprese è salito ai massimi dal 2011. L’occupazione è risalita, ma è boom di precari. Dunque, a fianco al segnale di ripresa, si conferma una forte insicurezza. “Nel 2017 – spiega il segretario provinciale della Uilm – sono stati creati 488.000 nuovi posti di lavoro, ma i contratti a tempo indeterminato sono scesi di 117.000 unità”. Dati che inducono Bolognesi ad azzardare il paragone: “Il nostro territorio, così come quello di Belluno, non danno certo l’impressione di essere nel Veneto, la nostra economia si può meglio confrontare con territori del sud Italia”. Insomma, “qualcuno dice che la crisi è passata – conclude – forse da altre parti, non in Polesine”.

Lascia un commento