Serafini (Cisa Camping): “Esclusi e penalizzati”

Tra le categorie colpite dall’aumento c’è quella dei campeggiatori, che ritengono il provvedimento ingiustificato soprattutto per la loro categoria. Il presidente di Cisa Camping Luciano Serafini ci ha raccontato di come fin dall’inizio della questione le categorie turistiche siano state in disaccordo con il provvedimento: “Ci siamo trovati di fronte a fatto compiuto, che è stata la delibera di giunta di novembre 2017, dopodiché abbiamo intavolato un dialogo più o meno altalenante con l’amministrazione contestando questo tipo di iniziativa. Poi siamo passati alla proposta che abbiamo presentato insieme all’associazione degli albergatori, che non ha avuto l’accoglienza che ci aspettavamo, anche in relazione a quanto era stato detto e ipotizzato. Quindi il nostro giudizio resta critico sull’applicazione di questa imposta, o meglio sugli aumenti che sono stati approvati. Aggiungo che come categoria dei campeggi ci sentiamo penalizzati anche in maniera superiore rispetto ad altre”. Serafini cerca comunque di pensare positivo richiamando l’attenzione sul reinvestimento degli introiti ricavati dall’imposta: “Cerchiamo sempre di dare una visione positiva e non solo critica alle cose e speriamo quindi che questo aumento si traduca in reali interventi per il nostro settore. Spero che sarà una conferma di quanto in qualche maniera il sindaco ha anticipato e quindi adesso dobbiamo passare dalle buone intenzioni alle azioni: che si riesca a programmare utilizzando per il turismo i fondi di questa imposta”. Il presidente di Cisa Camping conclude con un appello alla necessità di maggior controllo in un’ottica di maggiore equità: “Nella nostra proposta c’era un richiamo alla responsabilità dell’amministrazione di vigilare maggiormente attraverso i controlli e alla gestione corretta di questa imposta. Avevamo proposto inoltre di allargare ad altre categorie l’obbligo di versare questa imposta. Nell’ottica dell’utilizzo delle risorse per tutti è bene che siano poi tutti a contribuire. Ci sono dei settori che a noi risulta abbiano una contribuzione sproporzionata rispetto alla reale capacità di accoglienza. Noi chiediamo che venga attivato anche un servizio di controllo affinché tutti si sentano responsabili di versare questa imposta”.

(da.sa.)

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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