Taglio, ricordi della scuola nella “Isola crudele”

Una piacevole carrellata di ricordi, raccontati un po’ in italiano e un po’ in dialetto, si è svolta presso la palestra della scuola di Taglio di Donada in una serata promossa da Rosalba Capato e Chiara Bovolenta. A seguito di alcune loro ricerche, le due “conduttrici” hanno presentato personaggi e storie che hanno fatto grande il plesso di Taglio; presenti in sala Ettore Zampieri che ha allietato i presenti con la sua fisarmonica, alcuni dei primi alunni del plesso (come Gianfranco Cattin e Gianfranco Mancin) che hanno rievocato le storie di quei primi anni e anche Luigina Freguglia ‘fiola d’Toni Boncia’ che ha descritto come il menù della mensa venisse affisso ogni mattina, e prima di sedersi a tavola era d’obbligo lavarsi le mani alla ‘pompa’. Taglio fu infatti il centro di un progetto nato negli anni ‘50 legato a nuove forme pedagogiche: l’allora direttore didattico Ezio Lucchin descrisse in una lettera del 1953 al professor Ernesto Codignola (fondatore della Scuola- Città Pestalozzi di Firenze) le condizioni di vita di questa frazione di tremila abitanti che viveva di stenti nel Polesine del dopo alluvione.

Nell’”Isola Crudele”, come è da tempo soprannominata Taglio, i maestri arrivavano quotidianamente da molto lontano -come ad esempio Walter Ricci che da Polesella doveva cambiare innumerevoli mezzi di trasporto – e diventavano assieme ai bidelli veri e propri amici prima che formatori. I temi più belli provenienti dalle classi di tutto il circolo didattico venivano stampati sul giornalino “Montidoro”, a opera degli stessi alunni e alcuni di questi sono stati riletti alla platea che li ha apprezzati come vere e proprie cronache del tempo. In classe poi, i bambini ricevevano cartoline, francobolli e libri dai paesi dei consolati e delle ambasciate con cui avevano instaurato una corrispondenza postale.

Bel ricordo anche per Torquato Cesare Capato, cui la scuola è intitolata dal 26 giugno 1993 grazie all’interessamento di Vincenzo Mancin e del maestro Luciano Perazzolo, e tratteggiato dalla sua lontana nipote Alessandra Capato. Classe 1924, Cesare morì giovanissimo il 17 agosto 1944nel “LazzaretKgF” del campo di prigionia di Zeithain (Germania orientale); dopo la caduta del Muro le sue spoglie tornarono in Italia nel 1992, e celebrate dapprima a Redipuglia e poi nel Duomo di Rovigo, tornarono infine nella sua Donada con l’allora sindaco Maurizio Cavallari. Non è mancato un momento di riflessione sul martire don Sandro Dordi, beatificato qualche anno fa, che aveva prestato il suo servizio di sacerdote a Taglio di Donada e al quale è stata dedicata la piazza.

Fabio Pregnolato

Lascia un commento