Una nuova vita per l’antica Pieve di Santa Giustina

È partito nelle scorse settimane all’ombra della Rocca il cantiere per la messa in sicurezza dell’antica Pieve di Santa Giustina. Il progetto, approvato dalla Sovrintendenza e curato dall’architetto Fabio Zecchin, costerà 650 mila euro: spesa che sarà coperta grazie a un contributo regionale di 440 mila euro e ad altri 210 mila provenienti dalla Fondazione Cariparo. I lavori serviranno per rispondere alle necessità più urgenti della struttura, cioè principalmente la sistemazione della copertura (numerose travi si presentano in cattive condizioni) e degli intonaci. Verrà poi realizzato un cunicolo di ventilazione nella parete nord, che servirà per risolvere il problema dell’umidità. Infine si installerà un nuovo impianto di illuminazione. Fintanto che il cantiere rimarrà aperto, dunque almeno fino alla fine dell’estate, la chiesa non sarà accessibile al pubblico.

La Pieve di Santa Giustina, in stile romanico e arricchita esternamente da decorazioni gotiche, risale al Duecento ed è probabilmente uno degli edifici religiosi più antichi del territorio. Fino alla metà del Novecento ospitava il duomo di Monselice, prima che quest’ultimo fosse trasferito nella chiesa di San Giuseppe Operaio eretta in via Garibaldi tra il 1947 e il 1955, dove si trova attualmente. Si tratta di un luogo molto caro ai cittadini di Monselice, che attendono con trepidazione il suo ritorno allo splendore originario. “Da tempo volevamo procedere con il restauro di un edificio tanto importante, ma non disponevamo dei fondi necessari. Ora finalmente li abbiamo trovati” spiega monsignor Sandro Panizzolo, parroco del duomo, “Stiamo parlando di una chiesa molto importante, meta apprezzata da numerosi turisti, non spesso utilizzata per accogliere concerti e altri eventi culturali di prestigio (tra cui le celebrazioni del premio Ossicella, ndr). Auspico che il territorio sia capace di dare vita a sinergie virtuose per recuperarlo completamente”.

Ci sarebbe bisogno infatti di intervenire anche sul sagrato e sulla torre campanaria, ma per farlo serviranno altri finanziamenti. La speranza è che un contributo possa arrivare dal Comune, che è già venuto incontro alla parrocchia esonerandola dal pagamento degli oneri di occupazione di suolo pubblico per il cantiere. Nel frattempo occorreranno ancora alcuni mesi per festeggiar la riapertura del cinema Corallo, l’ultimo rimasto a Monselice. Anche in questo caso l’edificio è di proprietà della parrocchia del duomo: in precedenza era infatti una chiesa, costruita nel Settecento e dedicata a San Luigi. I lavori di recupero svolti finora per una spesa complessiva di circa 180 mila euro sono serviti a eliminare le barriere architettoniche, a ristrutturare l’ingresso, a rifare i bagni e soprattutto a rinnovare il tetto della sala, che era piuttosto ammalorato. Ora si dovrà intervenire sulla copertura della guardiola che fungeva da biglietteria.

Davide Permunian

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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