Università di infermieristica a rischio, si mobilitano le istituzioni

Università di infermieristica a rischio, si mobilità la politica e forse il corso di laurea rimane. In città la notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno a febbraio: via la scuola infermieri da Mirano, la città perde il suo corso universitario che per anni ha formato le professioni sanitarie di ospedale e strutture sociosanitarie del territorio. Da un lato il Miur, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha ridotto il numero dei corsi di laurea, in genere e ciò non ha risparmiato anche l’Università di Padova.

Dall’altro la riorganizzazione delle Ulss venete ha ricompreso per territori un unico corso di laurea, con accentramento dei corsi laddove sorge la sede principale dell’azienda sanitaria: nel caso della Ulss 3 Serenissima, quindi, a Mestre. Succederà la stessa cosa, per esempio, anche nella Marca trevigiana, con la sede di Infermieristica di Conegliano che verrà accentrata a Treviso.

“Di concerto con la Regione – aveva spiegato il professor Mario Plebani, presidente della Scuola di medicina e chirurgia dell’Università di Padova – abbiamo deciso di riunificare le sedi della didattica frontale per i corsi di Infermieristica nelle sedi Ulss di Venezia-Mestre e Treviso, mantenendo tuttavia attivi i tirocini in tutte le sedi, come già avveniva in precedenza”.

A Mirano dunque, secondo i piani, gli infermieri di domani, dovranno continuare a svolgere solo l’iniziazione professionale in ospedale o in altre strutture territoriali, con lezioni in aula dirottate a Mestre. Ma la politica ha subito fatto quadrato: in Regione si sono mossi il consigliere miranese della Lega Alberto Semenzato, che ha subito incontrato il direttore regionale alla sanità Domenico Mantoan, mentre dal Pd, con Bruno Pigozzo, è partita una lettera per chiedere alla Regione di fermare la chiusura di Mirano.

Anche il sindaco Maria Rosa Pavanello ha incontrato i vertici regionali e universitari, concordando alla fine uno stop all’accentramento della sede a Mestre. Ci sarà un anno di transizione, ma l’università a Mirano è salva. Per tutti non c’era alcuni ragione numerica e di bilancio per chiudere. I numeri infatti giocavano tutti a favore del mantenimento della sede: 210 gli studenti attualmente iscritti, di cui 60 nuovi immatricolati e quasi altrettanti (62) che frequentano il terzo anno e pronti al diploma di laurea.

In pratica, dopo Padova, la sede di Mirano è tra quelle decentrate quella che ha il maggior numero di studenti arrivati al terzo anno e quindi il minor numero di abbandoni durante il triennio. In particolare ben l’88,8% degli studenti “miranesi” acquistano i due terzi di crediti formativi nell’anno solare, a fronte di una media del 72,9% delle altre sedi. Anche il numero di laureati è superiore: 71,7% contro il 62,1% di altre sedi. Questo perchè a Mirano c’è una presa a carico individuale dello studente che altrove si verifica in maniera inferiore.

Filippo De Gaspari

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