All’ospedale di Rovigo un innovativo sistema salvavita contro l’ictus

Un sistema digitale, il primo nel Veneto, per ottimizzare il tempo tra l’ingresso in ospedale del paziente e l’avvio della terapia. Come per l’infarto, anche per l’ictus esiste la cosiddetta “ora d’oro”, nella quale è necessario applicare, bene e in fretta, terapie e cure fondamentali per la ripresa del paziente.

Da alcuni mesi i neuroradiologi e i neurologi dell’ospedale di Rovigo possono avvalersi di un innovativo software inglese che in soli due minuti fornisce un’immagine tac celebrale del punto colpito, corredata di un punteggio di gravità dell’ischemia nascente. Le immagini risultano evidenziate e analizzate dal programma, che mira a superare le differenze di giudizio normalmente presenti anche tra operatori che parlano la stessa lingua. “Il software – spiega il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella – permette di analizzate celermente l’immagine e prendere decisioni sulla terapia, perché indica se il cervello è ancora in grado di tornare vitale. Oltre ai medici di neurologia e di neuroradiologia, il mio ringraziamento va alla direzione medica ospedaliera, che ha supportato la stroke unit nel prestigioso progetto, che ci ha permesso di elevare gli standard qualitativi.”

L’Azienda Ulss 5 polesana vanta una struttura divisionale con otto posti letto dedicata agli eventi acuti ischemici o emorragici. L’ictus è una malattia frequente: con circa 130.000 nuovi casi ogni annoè la terza causa di morte e la principale causa di invalidità nella popolazione adulta dei paesi occidentali. “La letteratura scientifica dell’ultimo decennio ha mostrato che l’assistenza dell’ictus all’interno di una Stroke Unit riduce la mortalità e la disabilità conseguenti all’ictus ed aumenta – spiega il direttore generale – la percentuale di pazienti in grado di tornare al proprio domicilio dopo la fase acuta”.

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