Elena Suman, candidata alle comunali di Adria: “Disuguaglianze, lavoro e sgravi fiscali al centro”

Elena Suman è la candidata alla carica di sindaco del Comune di Adria. Entrata in consiglio comunale a seguito delle dimissioni di Cristina Caniato, è stata negli ultimi mesi il volto dei 5 stelle adriesi. Come sono stati questi mesi in consiglio comunale?

“Ho cercato con fatica in questi mesi di rimettere al centro dell’azione amministrativa le idee, i progetti e le proposte presentate agli elettori, ma ho dovuto fare i conti con una realtà complessa e contraddittoria, con una maggioranza equilibrio sempre precario e delicatissimo: un mix di fallimenti che deve far riflettere, una fotografia desolante”.

Aveva già avuto esperienze politiche prima?

“No… è con il Movimento 5 Stelle che ho iniziato la mia attività politica o, come noi preferiamo definirlo, “attivismo”: dal 2010 ho iniziato a dare il mio contributo impegnandomi dapprima con le amministrative locali nel 2011 e successivamente quelle del 2016. Ho collaborato attivamente con i meetup del territorio: dalla manifestazione nazionale ad Adria contro la centrale di Porto Tolle alle campagne referendarie contro le trivelle e la riforma costituzionale e da ultimo alle elezioni nazionali. Sono un operatore sanitario per cui una professione che mi ha permesso non solo di occuparmi della realtà socio-sanitaria locale ma altresì di portare le istanze, i progetti e le problematiche legate alla ridefinizione dell’assetto organizzativo delle Aziende Ulss attraverso i portavoce in Regione”.

Quali saranno i punti forti del programma suo e del MoVimento 5 Stelle ad Adria?

“Dal punto di vista del nostro programma ci siamo concentrati su tanti temi, ma sicuramente su qualcuno in particolare, perché pensiamo che un’amministrazione debba prendersi cura, soprattutto in questo momento, del lavoro, delle disuguaglianze sociali e dello sgravio fiscale. La classe politica attuale propone un vecchio modello di sviluppo, che abbia come unico obbiettivo la tutela di interessi privati, i quali, avvalendosi di una mancetta politica dovuta agli esigui posti di lavoro creati, non si fanno scrupoli ad ignorare l’impatto ambientale causato da queste attività produttive. Ma i tempi sono cambiati; noi infatti crediamo in un modello di “equilibrio controllato”, nel quale lo sviluppo significhi non più crescita e consumo indiscriminato del territorio e delle risorse naturali, come anche l’inquinamento. Per noi sviluppo significa miglioramento della qualità della vita sul nostro stesso territorio, attraverso un controllo serio e puntuale, che garantisca alle generazioni future, ovvero ai nostri figli e nipoti, le risorse naturali necessarie. Solo e soprattutto da noi cittadini deve iniziare il cambiamento”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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