Infermieristica, obiettivo raggiunto: il corso universitario resta a Mirano

Il corso universitario in Infermieristica resta a Mirano. Vittoria, anche se parziale, di Comune e Regione. Gli studenti però non esultano: non arrivano infatti tutti i chiarimenti chiesti sul futuro della scuola che ha sede all’ex Petrarca in piazzale Garibaldi. A dare notizia, da fonti regionali dirette, sul mantenimento della sede universitaria è stato nelle scorse settimane il consigliere regionale miranese della Lega Alberto Semenzato, che aveva interessato della questione il direttore generale alla Sanità Domenico Mantoan.

“Mantoan mi ha assicurato che l’università rimane”, ha confermato Semenzato. Non è ancora chiaro in che modo sia maturata l’inversione di marcia, anche se un ruolo di primo piano è stato esercitato proprio dalla Regione, che detiene le redini delle politiche sanitarie, e che nelle scorse settimane è intervenuta presso l’ateneo patavino per chiedere e ottenere una revisione del piano di soppressione della sede miranese del corso. Pare che a muoversi sulla vicenda sia stato anche il governatore del Veneto Luca Zaia in persona. Una soluzione in tal senso era stata ventilata anche dalla sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello, che si era detta ottimista su un positivo sviluppo del caso. Pavanello ha confermato di aver mosso alcuni passi insieme alla Regione veneto per arrivare al risultato, riconoscendo però ai vertici regionali di aver concluso positivamente l’accordo.

“Ho fatto degli incontri in Regione – conferma Pavanello – parlando direttamente con i vertici regionali che hanno incontrato l’Università di Padova, alla quale avevo anche scritto una lettera per favorire un incontro urgente, che poi c’è stato tra Regione e Ateneo”. Il discorso però non pare chiuso. Da settembre infatti le lezioni potrebbero riprendere sì, ma solo in videoconferenza da Mestre. Il motivo è presto detto: non appare risolto il problema di fondo che aveva fatto propendere l’Università di Padova per la chiusura della scuola infermieri a Mirano, ovvero la mancanza di docenze. Ne servono almeno 5 per tenere aperta una sede universitaria e a Mirano i professori “reggenti” non solo non sono stati individuati, ma potrebbero addirittura non esserlo in tempo per l’inizio del prossimo anno accademico. Che quindi inizierà sì con gli studenti in aula, ma con i docenti in un’altra sede, presenti solo nel maxischermo. Tra allievi e addetti ai lavori la preoccupazione, insomma, rimane anche dopo l’annuncio che Infermieristica a Mirano non chiuderà. Il rischio è veder scadere la qualità dell’offerta e, di conseguenza, anche le nuove immatricolazioni. “Quanto durerà questa modalità? – si chiedono gli studenti – i nuovi iscritti dovranno immatricolarsi a Mestre e poi frequenteranno a Mirano o saranno studenti di Mirano a tutti gli effetti? Chiediamo chiarezza, non basta mantenere aperta la sede, dev’esserci la volontà di mantenerla appetibile e agli stessi livelli di prima”.

Filippo De Gaspari

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