Una “movida itinerante” a Rovigo

Un progetto alternativo ai “Giovedì del Borsa”. Dopo aver negato le autorizzazioni per l’evento che da 3 anni ormai coinvolgeva piazza Garibaldi, l’assessore agli Eventi Luigi Paulon fa chiarezza in merito a quanto successo, proponendo un progetto che, se andrà in porto, vedrà coinvolta tutta la città. “Quando è stata chiesta l’autorizzazione – racconta l’assessore – ho semplicemente preso in esame il caso e valutato la questione. Due erano i problemi principali. Il primo è che mi veniva chiesta l’autorizzazione per l’estensione sul listone di un locale nel suo giorno di chiusura. Il secondo riguardava il piano di ‘zonizzazione acustica’, secondo cui sono previste deroghe, per iniziative di questo genere, fino a un massimo di quindici all’anno all’interno della zona di riferimento, che nel nostro caso rappresenta tutto il centro storico. Facendone quindici e tutte in piazza Garibaldi, avrei privato gli altri locali di fare qualsiasi altra iniziativa”.

“Riassumendo – continua Paulon -, mi viene chiesto di estendere un locale nel suo giorno di chiusura, di monopolizzare in piazza Garibaldi gli eventi e di penalizzare gli altri pubblici esercizi della zona. Quello che io ho chiesto è stato di sfruttare il regolamento esistente tutti i giorni della settimana in entrambe le piazze. ‘Noi vogliamo la musica alta fino a mezzanotte’ mi è stato risposto, ma anche questo contrasta con la convivenza del sistema. Esistono decreti che determinano i decibel, le distanze e gli orari di svolgimento. Come amministratore mi occupo di tutti i pubblici esercizi della città e non di una sola piazza o di un solo locale. Per non parlare della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie. Non c’è un ‘no’ definitivo – ribadisce – ma un regolamento che deve essere applicato”.

Da qui l’idea di un progetto pilota, una “movida itinerante”, che coinvolga di volta in volta zona diverse della città e locali diversi della città, dando a tutti la possibilità di organizzare un evento. “È ancora tutto da vedere, da verificare – conclude Paulon – ma se decollasse, credo rappresenterà un buon progetto da cui partire e su cui puntare, anche per ristabilire un equilibrio tra i locali e, perché no – aggiunge scherzando -, anche del disturbo”.

Serena Di Santo

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