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Monselice, bracconieri fra il canneto dell’oasi

Una piccola oasi, un paradiso della biodiversità che dovrebbe essere frequentato solamente da studiosi o da chi cerca un po’ di pace in mezzo alla natura. Invece qualche bracconiere minaccia la sopravvivenza delle numerose specie di uccelli che qui si riproducono. La denuncia proviene da Giada Zandonà, vicepresidente del Gruppo Micologico di Monselice, e riguarda l’area di fitodepurazione che sorge in via Del Borgo, non lontano dalla frazione di San Bortolo. In questo luogo, infatti, durante una delle sue ultime passeggiate, Zandonà ha trovato tracce inequivocabili del passaggio di cacciatori.

“Per terra c’era il bossolo di una cartuccia di fucile” racconta “Questo è molto grave perché si tratta di una zona di ripopolamento della fauna selvatica, dove la caccia è ovviamente vietata da almeno due specifiche ordinanze”. L’area, che si estende per circa sei ettari, accoglie al suo interno, tra gli alberi, gli arbusti e i piccoli specchi d’acqua presenti, i nidi di numerose specie di uccelli, tra cui aironi, anatre, germani reali, upupe e oche. Sembra però che qualcuno non si sia fatto troppi scrupoli.

“Altro che caccia, sparare qui significa partecipare a un vero e proprio tiro al bersaglio”. Non solo, potrebbe diventare anche molto pericoloso: “La zona è frequentata spesso da ricercatori e studiosi di avifauna, membri di associazioni di protezione ambientale, appassionati di fotografia, scolaresche accompagnate da noi in visita guidata e persone che vengono cercare un po’ di relax con il loro cane”. Non è la prima volta che la vicepresidente del Gruppo Micologico fa simili spiacevoli scoperte. “Ho già denunciato in passato, ma finora non è servito. Ho scritto al consigliere regionale Sergio Berlato per capire se si può in qualche modo arginare il fenomeno. Inoltre abbiamo chiesto ai residenti della zona di avvisarci nel caso vedano o sentano qualcosa”.

Davide Permunian

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