Elezioni, a Piove di Sacco nuova sfida Gianella, Recaldin e Tardivello terzo incomodo

Un’elezione già al primo turno. È questo che realisticamente si prospetta quando i 15.641 piovesi aventi diritto saranno chiamati alle urne. Con il flop del M5S locale che non è riuscito a presentare una propria lista perché all’ultimo non certificata dallo staff pentastellato, lo scenario che si presenta è quello di una sfida, probabilmente senza appello, tra Centrosinistra e Centrodestra.

Da una parte Davide Gianella, il sindaco uscente, dall’altra ancora una volta Andrea Recaldin, voglioso di riscattare la delusione patita cinque anni fa. Terza incomoda sarà Chiara Patrizia Tardivello, alfiere di Rifondazione Comunista, che a questo punto rischia di diventare una spada di Damocle, a sinistra, per il sindaco uscente.

Davide Gianella, 37 anni, avvocato, sposato e con una bambina, si ripresenta ai piovesi sostenuto da Piove Democratica, Piove Civica-Gianella Sindaco e Lista per Corte. Riparte dalle tante cose fatte e da dieci nuovi punti concreti da portare avanti nel segno della continuità e di un’apertura al civismo che metta la città al primo posto.

Andrea Recaldin, 37 anni, capogruppo uscente in consiglio comunale per la Lega, ha appena terminato l’esperienza di capo di gabinetto a Cascina, dopo quella poco fortunata con Bitonci a Padova. È stato vicesindaco con Marcolin, amministrazione terminata anzitempo con il commissariamento. Oltre alla Lega, lo sostengono ufficialmente anche Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Chiara Patrizia Tardivello è quella che si può definire una vera e propria passionaria di sinistra. Cinque anni fa aveva raccolto, con la Federazione della Sinistra, il 2%. Questa volta ci riprova con il simbolo di Rifondazione Comunista, dopo essere stata candidata con Potere al Popolo per il Senato alle ultime consultazioni di marzo. Ex operaia di 63 anni, ha dedicato la sua vita al sindacato e alla difesa delle fasce più deboli.

Convitata di pietra sarà invece Barbara Carobbi che all’ultimo ha visto naufragare la sua candidatura per il M5S. Delusione e amarezza da parte sua, anche perché la vicenda è tutt’altro che chiara e porterà con sé, all’interno del Movimento, non pochi strascichi.

Queste le certezze. Si apre poi il fronte delle zone d’ombra. Esiste, senza giraci tanto intorno, un caso Forza Italia. I vertici provinciali hanno dato ufficialmente il loro appoggio, con tanto di lista e simbolo, a Recaldin. Una parte dei militanti cittadini però si è sentita scavalcata ed esautorata della propria rappresentanza ed ora è alla finestra. Si è aperta poi già la caccia all’elettorato M5S che alle ultime politiche ha sfiorato in città il 25%. La Carobbi ha chiaramente esplicitato che non darà alcuna indicazione di voto e che quindi gli attivisti saranno liberi di votare secondo coscienza. Davide Gianella ha parlato esplicitamente che la mancanza di una rappresentanza grillina penalizzerà la ricchezza del dibattito. Andrea Recaldin, dal canto suo, ha già spalancato le proprie porte. Patrizia Tardivello la vede come un’opportunità: recuperare qualche vecchio “compagno” perso per strada.

Alessandro Cesarato

ale.cesarato@gmail.com

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