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Mira: l’azienda Sant’Ilario interviene dopo le polemiche dei comitati “Non inquiniamo, facciamo un’agricoltura sostenibile”

In queste ultime settimane non sono mancate le polemiche innescate dal comitato Opzione Zero, circa l’attività in località Giare e Dogaletto dell’azienda agricola Sant’Ilario. Il comitato ha chiesto più controlli sui prodotti che vengono sparsi sui campi gestiti dall’azienda, campi che si trovano proprio a ridosso della laguna. Cioè la paura è quella che finiscano in acqua dei veleni. Prima si è parlato di digestato e poi di diserbanti.

L’azienda però smentisce e spiega invece la sua attività: 1400 ettari di agricoltura sostenibile su terreni di proprietà un tempo dell’imprenditore Gandolfi, fra vallicoltura (400 ettari di coltura del pesce in valli della laguna) e mille ettari di colture estensive di mais frumento, soia da semi, orzo, vigneti, di cui 13 ettari coltivati a pinot grigio e prosecco. Sant’Ilario a Giare gestirà dal 2019 anche il funzionamento dell’impianto a bio masse di Lugo di Campagna Lupia, che sta per essere costruito a ridosso della Romea. Un impianto in grado di produrre bio metano dai rifiuti agricoli. Metano che sarà venduto in un apposito distributore a ridosso dell’impianto. Si produrrà con l’arrivo di circa 30 tonnellate o al giorno di biomasse agricole e potrebbe diventare il carburante nel futuro dei mezzi Veritas. Questa azienda è costituita da altre tre società che sono Agrilux, Bioman e Vallette spa. Società fanno parte del gruppo Finam, la holding di proprietà della famiglia di Angelo Mandato, manager nel campo di rifiuti e biomasse. Ci sono sei persone impiegate complessivamente all’interno, un numero relativamente basso grazie anche all’alta automazione che ha raggiunto in termini tecnologici la stessa azienda. “Si è studiato un sistema di conformazione dei terreni – spiega Ivan Furlanetto agronomo coordinatore – con fasce di vegetazione e compensazione. Ogni appezzamento di una certa dimensione è delimitato da filari di pioppi, che evitano trattenendoli, che i liquidi di azoto dei concimi, finiscano in laguna inquinandola”. Sono stati comprati impianti di irrigazione in grado di coprire in poche ore il fabbisogno di decine di ettari e poi è stato comprato nell’Iowa negli Stati Uniti una delle più grandi macchine agricole create per questo comparto. È in grado di arare più terreno e di spendere a parità di tempo meno carburante di altre, contribuendo ad alimentare un circuito di rispetto dell’ambiente virtuoso. Non si utilizzano assicura l’azienda scarti di rifiuti per le concimazioni, se non quelli dell’ambito agricolo. Per quanto riguarda i diserbanti, le pratiche adottate, sottolinea, sono conformi alle normative. L’azienda Sant’Ilario si occupa poi di allevamento di pesce come orate, anguille, sogliole e anche cefali. È meta di visite scolastiche da tutti i tipi di istituti, sia medi che superiori. Il 13 maggio in collaborazione con il Comune di Mira e le associazioni del territorio verrà organizzata una biciclettata con centinaia di persone.

Alessandro Abbadir

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