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“Musica e movimento”: gli effetti benefici della musica sulla malattia al Teatro Sociale di Rovigo

Si terrà al ridotto del Teatro Sociale di Rovigo, domenica 13 maggio l’evento “Musica e movimento”, all’interno del Festival Contaminazioni”. Si tratta di un incontro-laboratorio che propone attività di musica e movimento con persone affette da disturbi di mobilità. Sono ormai noti gli effetti benefici della musica sull’umore e sugli stati nervosi. L’influenza benefica delle note musicali si manifesta sia nell’applicazione passiva, tramite l’ascolto, sia nella sua forma attiva, ovvero cantando, suonando uno strumento o attraverso il movimento ritmico. Numerosi studi scientifici hanno provato che la musica influisce sul cervello, e quindi sulle attività neuronali, che vengono stimolate e producono le betaendorfine, ormoni del “buonumore”, che hanno una capacità analgesica.

“Musica e Movimento” ha lo scopo di illustrare come la musica possa facilitare il recupero di funzioni motorie compromesse e promuovere benessere psico-emotivo in persone affette da disturbi neurologici, in particolare quelle affette dal morbo di Parkinson. Tra le principali difficoltà riscontrate in pazienti con malattia di Parkinson si evidenziano difficoltà motorie che rendono problematico camminare. Tipicamente questi pazienti, infatti, fanno difficoltà a regolare la lunghezza dei loro passi da cui risulta un disturbo di coordinazione ritmica del movimento.

Nove malati che frequentano i laboratori di musica e movimento organizzati dalla UISP di Ferrara, tenuti dalla dottoressa in Scienze Motorie Giulia Brugnoli, si esibiranno sulle note della Marcia di Radetzky, l’Inno di Mameli e altre canzoni che saranno eseguite dal vivo dai musicisti del Conservatorio Venezze di Rovigo.

Come afferma Brugnoli, che già da 15 anni lavora con questo tipo di pratiche: “Eseguiti più e più volte, gli esercizi creano un senso di timing interno che una volta consolidato nella mente del paziente può riprodursi anche nella vita quotidiana, aiutando a correggere posture e movimenti erronei legati al decorrere della patologia. Al tempo stesso, un’attività di gruppo favorisce nel paziente la capacità di accettare la propria condizione fisica e a condividerla con gli altri”.

L’introduzione sarà a cura del professor Enrico Granieri, dell’Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Neurologia, per spiegare l’approccio scientifico alla base dell’attività e i protocolli medici di Musica e Movimento utilizzati con successo in altre realtà italiane ed europee.

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