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Chioggia, il problema dell’erosione delle spiagge e la preoccupazione degli operatori

I numeri fanno ben sperare, ma la stagione si apre con la costa che versa in condizioni drammatiche sia all’Isola Verde, sia nel tratto Sud del litorale di Sottomarina, a partire dal Granso Stanco. Laddove la diga soffolta ha dimostrato di non poter risolvere il problema dell’erosione: “Le aziende faticano ad aprire in queste condizioni – lamenta il presidente di Cisa camping Luciano Serafini – perché non hanno il posto dove collocare gli ombrelloni e le sedie a sdraio per i propri clienti”.

Nel frattempo, urge l’avvio del ripascimento, che va effettuato entro la fine di aprile. È questo il primo nodo che vede impegnati gli operatori balneari, con il Comune che fa da capofila, per la promozione presso la Regione degli interventi necessari. A ciò si aggiunge il problema delle spese: “Alcuni – spiega Serafini – vorrebbero addebitare agli operatori turistici i costi dell’operazione: in questo modo, i concessionari pagherebbero per il godimento di un bene che, di fatto, non hanno. Speriamo che la Regione, così come sta facendo in altre località, si ponga il problema di fornire agli operatori gli strumenti necessari per mantenere vivo il turismo”.

Sul tavolo, intanto, c’è anche anche la realizzazione di un protocollo d’intesa che potrebbe prevedere un contributo, da parte dei balneari, alla realizzazione degli interventi necessari, ma escluderebbe a priori l’eventualità di far gravare per intero il costo dell’opera sulle categorie turistiche. Collaborazione da parte dell’amministrazione: “L’assessore Marco Veronese ha dimostrato a più riprese una sensibilità sul tema” assicura Serafini. Ma rimangono alcuni punti da chiarire. “Innanzitutto – conclude il balneare – il litorale va riportato alle sue superfici originali, cosa che non va certo fatta a spese degli operatori”.

Ma.Be.

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