Un robot per amico, anzi due: Nao e Pepper tra i bambini del reparto di Pediatria dell’ospedale di Monselice

Sono “robot umanoidi” ovvero macchine intelligenti la cui struttura riproduce il corpo umano. Come noi, hanno una testa, un torso, braccia, mani, gambe e sono dotati di organi visivi e uditivi. Sanno parlare, contare, cantare, ridere. Mimano cioè, degli esseri umani, le abilità fisiche e intellettive e la capacità di rispondere agli stimoli. Ma sono anche “social robot”, cioè robot da compagnia, in grado di relazionarsi, conversare, comprendere e reagire alle emozioni, muoversi autonomamente, riconoscere le voci. Dotati di intelligenza artificiale, i robot Nao e Pepper sono entrati per la prima volta all’ospedale di Monselice per intrattenere i bambini del reparto di Pediatria e farli divertire, accompagnati dagli studenti dell’istituto Cattaneo Mattei.

“Nao e Pepper siano i benvenuti, segno tangibile della sensibilità aziendale – ha sottolineato il direttore generale, Domenico Scibetta – verso tutto ciò che riguarda l’innovazione e le potenzialità dettate dalla nuove tecnologie, basti pensare alla scuola di chirurgia robotica a Camposampiero e alla farmacia robotizzata qui a Monselice. Nao e Pepper parlano, ragionano, interagiscono, dialogano in più lingue: guardati con gli occhi di un bambino queste creature sono stupende perchè stimolano il senso di meraviglia, giocano, entrano in empatia, fanno pensare al futuro con ottimismo e gioia. Ma gli amici artificiali non sostituiranno mai il calore di una carezza”.

Virginia Carlini, direttore dell’Unità operativa complessa di Pediatria, ha ricordato come tutto ciò che dà sollievo ai piccoli degenti li aiuti nei processi di cura; l’ingegner Pietro Alberti, coordinatore del progetto, ha ricordato che i robot da compagnia, già impiegati in alcune città d’Italia in ospedali e case di riposo, hanno grandi potenzialità e sono preziosi per aiutare nella gestione delle emozioni; l’informatico Roberto Mancin ha sottolineato l’importanza della “robot therapy” nella gestione del dolore pediatrico mentre gli studenti dell’istituto Cattaneo Mattei, coordinati dal professor Alfonso D’Ambrosio, hanno evidenziato quanto la robotica possa essere educativa. Dopo questo debutto i due robottini torneranno più volte in corsia per regalare un sorriso ai piccoli ricoverati.

Lascia un commento