Diossina sul monte Ricco, possibile trasloco per le due scuole della zona

In principio fu la gallina, un esemplare che viveva in un cortile del monte Ricco, nel corpo del quale uno studio commissionato dagli ambientalisti locali ha evidenziato tracce importanti di sostanze inquinanti, a far scattare tutta una serie di verifiche.

Verifiche che hanno via via fatto emergere esiti preoccupanti. In particolare il monitoraggio preliminare eseguito da Arpav sui suoli del territorio tra Este e Monselice interessato dalla presenza di cementifici ha messo in luce in alcuni punti dello stesso monte Ricco a Monselice la presenza di valori anomali di diossina, benzo-pirene e benzopirilene. Questi risultati hanno colpito fortemente l’opinione pubblica, suscitando in particolare l’apprensione dei genitori con figli che frequentano la primaria Giorgio Cini e la materna Tortorini, collocate ai piedi del colle.

Si è allora cominciato a ragionare sulla possibilità di spostare l’attività delle due scuole. Tra le varie ipotesi, nelle scorse settimane è stata indicata come soluzione più percorribile quella di trasferire i circa 350 alunni nel monoblocco del vecchio ospedale, di proprietà della Regione. Il trasloco potrebbe andare in porto per settembre. Il primo cittadino a fine aprile ha intanto firmato un’ordinanza per sancire all’interno della cementeria lo stop all’utilizzo del ‘prodotto a base di marna’ in quanto, si legge nel testo, “la scheda tecnica di tale prodotto, pur classificato ‘non rifiuto’, attesta la presenza nel medesimo di una percentuale di composti potenzialmente tossici di importante entità”.

Il provvedimento è stato accolto con favore dal movimento civico Cambiamo Aria, che lo chiedeva da tempo, mentre la dirigenza dell’impianto ha reagito duramente, giudicandolo illegittimo e privo di fondamento: “Dagli elementi in nostro possesso, non vi è alcuna correlazione tra l’attività della cementeria e, segnatamente, l’impiego dei materiali di cui si vuole fare divieto, e le presunte problematiche ambientali della città di Monselice”. La questione dell’inquinamento riscontrato in zona monte Ricco ha già avuto un primo effetto importante: quello di ricompattare un consiglio comunale spesso lacerato da tensioni e scontri dai toni ben poco ‘istituzionali’. Lo scorso 27 aprile infatti è stata approvata all’unanimità una delibera che contiene una serie di impegni e azioni da adottare. Tra queste l’avvio di ulteriori monitoraggi anche in collaborazione con Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), la necessità di premere affinché si ridiscuta l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) alla cementeria e si torni ad avere un Parco Colli capace di funzionare a pieno regime, ponendo dunque fine al commissariamento, l’attivazione di un’ulteriore e specifica indagine epidemiologica per conoscere lo stato di salute della popolazione. Le iniziative di mobilitazione del movimento Cambiamo Aria, comunque, non si fermeranno.

Davide Permunian

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