Doria alza bandiera bianca: il parco per cani non si farà

Lo ha spiegato attraverso un video sulla sua pagina Facebook in cui ha riepilogato i fatti in prima persona ma, nonostante l’iniziale apertura dell’amministrazione comunale su una questione che sembrava infatti sentita nella comunità (come dimostrato dalle 1139 firme),  le cose non sono andate a buon fine.

Laura Doria si era resa disponibile a creare l’associazione che gestisse il parco nel momento in cui le era stata posta come condizione necessaria alla sua realizzazione. Ma le cose si sono complicate: il silenzio dell’amministrazione, poi una petizione affinché il parco fosse destinato ai bimbi anziché ai cani e infine le dichiarazioni del sindaco alla stampa in cui comunicava di non voler sottrarre spazio ai bambini con il parco per cani. In quegli stessi giorni la donna è stata poi minacciata attraverso l’affissione di biglietti anonimi dai toni accesi, in cui le veniva intimato di tornare a pensare ai fatti suoi. L’ultimo cartello avrebbe addirittura diffuso tra i residenti il timore della presenza di bocconi avvelenati per i cani nella zona adiacente al parco.

Tre giorni dopo Laura è stata informata dal capogruppo comunale Bonfà della decisione del Comune di non dar seguito al progetto. “Mi dispiace molto di non essere riuscita a realizzare anche a Chioggia un parco pubblico e gratuito per i 5490 cani censiti” comunica infine Laura “ma non avrei mai pensato che si rivelasse una vera e propria odissea. Mi dispiace per chi ci può ancora credere, ma io non ho più le forze per continuare: già l’ambiente politico in passato mi ha deluso e anche ora mi ritrovo a constatare che c’è un modo di fare politica troppo lontano da come me lo immaginavo. Quindi per me la vicenda finisce qui. Da ora potrò recuperare il tempo che ho sottratto alla mia vita privata. Un grazie sincero a tutte le persone che mi hanno sostenuto”.

Daniela Savian

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