Fontana, Fraccaro, Stefani: tre veneti nel nuovo governo

L’Italia ha finalmente un Governo. Dopo quasi tre mesi di tira e molla Lega e Movimento 5 stelle si sono accordati e il Nostro Paese è uscito dall’impasse. Nutrita la schiera dei ministri anche se poco equilibrata sotto il profilo del genere: troppi uomini e poche donne. Una di loro, però, è Veneta ma soprattutto dirigerà, senza portafoglio, il ministero per gli affari regionali, strategico per la nostra regione.

  Si tratta di Erika Stefani, 46 anni, avvocato vicentino e fedelissima di Salvini, già nell’amministrazione di Trissino e senatrice al secondo giro parlamentare. Nella sua prima dichiarazione, la neo ministra pensa subito al Veneto e afferma proprio che “se si affossa l’autonomia salta il Governo, per noi è una partita fondamentale. Ci abbiamo messo la faccia – ricorda la neoministra – e abbiamo preteso fosse inserita nel ‘contratto’. Non vedo però per quale ragione dovrebbero mettersi di traverso: in Veneto e in Lombardia l’hanno sostenuta, perché non dovrebbero farlo in Parlamento. E lo stesso si può dire di Forza Italia e del Pd. Spero non vogliano tradire i loro elettori”. Sul rischio che la burocrazia possa frenare la realizzazione del progetto di maggior autonomia per le Regioni che hanno già visto una pre-intesa con lo Stato, Stefani risponde: “l’autonomia è una rivoluzione e non mi aspetto piaccia a tutti. Il percorso però è tracciato e non saranno cavilli o le manovre di Palazzo a fermare la volontà del popolo”. Stefani poi conferma l’intenzione “ di portare in Parlamento la legge con l’intesa tra lo Stato e la Regione entro la legislatura”, quando sarà possibile. “L’autonomia del Veneto – afferma soddisfatto il Governatore Luca Zaia sul suo profilo facebook – come priorità per l’azione amministrativa del nuovo ministro Erika Stefani, per noi è una garanzia: pancia a terra, si faccia presto e si porti la legge in aula, dove con voto palese si vedrà subito chi è a favore e chi contro all’autonomia! Ora non ci sono più ostacoli: col nuovo Governo, composto dalle due forze che hanno sostenuto il referendum dello scorso 22 ottobre, si deve portare a casa l’autonomia senza sconti”!

L’altro leghista veneto di cui parla il Presidente è Lorenzo Fontana, vicesindaco di Verona e vice segretario federale della Lega che, come nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità, ha già imbastito una sua personale campagna contro le famiglie arcobaleno. Su famiglia, aborto e adozioni gay ha posizioni radicali che fin dalla sua nomina hanno sollevato un polverone di commenti e reazioni dei movimenti progressisti e femministi.Ma lui si difende dicendo che la priorità per il suo dicastero sarà la natalità. “Voglio lavorare per invertire la curva della crescita – ha dichiarato -che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema”.Anche di questa nomina Zaia si dice molto soddisfatto: “Per la prima volta – afferma – nel Governo esiste un ministro alla disabilità. Proprio nella sua Verona è attiva da anni l’iniziativa “Negozi senza barriere”, e si svolge il festival degli artisti con disabilità. Una sensibilità speciale, quella della città scaligera, che sono certo Lorenzo porti con sè, e lo dimostrerà presto”!

L’ultimo ministro Veneto è, invece, in quota Movimento Cinque Stelle. Si tratta di Riccardo Fraccaro, 37 anni, trevigiano ma trentino di adozione e vicinissimo a Di Maio. Sarà ministro dei Rapporti con il Parlamento e alla Democrazia diretta, una novità di cui per ora non si conoscono i dettagli. I suoi capisaldi sono: lotta agli sprechi della politica, salvaguardia dell’ambiente, democrazia diretta. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Trento con una tesi in diritto internazionale dell’ambiente, prima di fare il suo ingresso in Parlamento Fraccaro ha lavorato per una società di servizi energetici. E questo fa ben pensare sulla sua preparazione e come si legge nella sua scheda pubblicata sul Blog delle Stelle, il deputato trentino è “l’autore della norma che ha consentito di eliminare gli affitti d’oro di Montecitorio con un risparmio per la finanza pubblica di 32 milioni di euro l’anno, circa 130 milioni nella legislatura”.

“Puntiamo a fare poche leggi e fatte bene – ha affermato il neoministro – non dobbiamo correre nell’approvazione delle leggi e credo che gli italiani capiranno se ci metteremo qualche mese in più. Speriamo di lavorare in maniera costruttiva, cerchiamo di far lavorare in maniera collaborativa il Parlamento, la scorsa legislatura non è stato possibile”.

“Con il nuovo governo – ha commentato Zaia – sta per scatenare la tempesta perfetta per l’autonomia del Veneto. Il tavolo si può riaprire in un mese. Daremo la risposta a 2 milioni e mezzo di cittadini che hanno detto sì al referendum. E poi programmi seri su sicurezza, immigrazione, welfare. Finalmente potremo pensare prima alle difficoltà dei veneti e degli italiani stremati dalla crisi. Massima collaborazione istituzionale al Presidente Conte e ai Ministri. Costruiamo assieme un futuro migliore”.

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