Ipab, Crepaldi: questa città deve avere un ospedale di comunità e un hospice

L’Ipab “Felice Federico Casson” di Chioggia ha un nuovo presidente: Ortensio Crepaldi, infermiere, con 43 anni di esperienza nel settore, di cui oltre 20 come caposala nel reparto di Medicina, poi in Oncoematologia.

“L’amministrazione comunale è stata oculata nella scelta dei cinque componenti” commenta Crepaldi: fanno parte del cda Luciano Frizziero, ex direttore amministrativo dell’Asl; Giorgio Filippo, psicologo; Andrea Zennaro, imprenditore; Erica Boscolo Pantalin, bancaria.

Orgoglioso del team, Crepaldi crede nel lavoro di squadra e inizia il suo mandato nel segno della continuità. “Abbiamo adottato un istituto più che sano – afferma – e intendiamo portare avanti ciò che è stato già avviato dalla precedente amministrazione”. In particolare, il presidente guarda alle strutture alternative: “Ho sempre pensato che questa città abbia il diritto di avere un ospedale di comunità e un hospice”. In questo senso, un dialogo con il direttore generale dell’Ulss 3 “Serenissima” dott. Giuseppe Dal Ben è già iniziato e sta proseguendo ed è positiva anche la collaborazione anche con l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore alle Politiche Sociali Patrizia Trapella.

Per la realizzazione di tali strutture, si valuta di ricavare 4-5 posti per l’hospice e 14 posti per l’ospedale di comunità nel primo piano del “Boschetto”. A questo scopo, il presidente Crepaldi spiega che “il primo step previsto dal cda dell’Ipab in accordo con il Comune è la permuta, affinché l’Ipab divenga proprietario delle strutture che gestisce ed appartiene al Comune e il Comune divenga proprietario di ciò che gestisce ed è dell’Ipab”. Ciò non toglie che, in via transitoria e per accelerare i tempi di attivazione dei servizi, il direttore generale dell’Ulss sia favorevole ad una collocazione dell’hospice e dell’ospedale di comunità nel primo piano ala Est dell’ospedale, in vista della sistemazione definitiva del primo piano del “Boschetto”.

Oltre alle strutture alternative, si valuta anche un ampliamento dell’offerta della casa di riposo. “Attualmente – spiega Crepaldi – abbiamo 175 ospiti, i due centri diurni che accolgono circa 60 ospiti e tempi di attesa per le persone più impegnative non lunghi, di circa 60-90 giorni”. L’operazione, che andrebbe concordata con il direttore generale dell’Ulss e con la Regione, potrebbe portare alla creazione di ulteriori 25 posti.

Margherita Bertolo

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