Luce Pulsata: un metodo innovativo per la cura dell’occhio secco

La sindrome da disfunzione del film lacrimale, o sindrome dell’occhio secco, è una patologia comune che colpisce fino al 25% della popolazione, e in particolare le donne dopo i 45 anni di età, e sta diventando sempre più frequente e fastidiosa per tutta una serie di fattori che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana: lavoro al videoterminale, inquinamento atmosferico, luce artificiale, guida automobilistica, uso di lenti a contatto. È dovuta ad una eccessiva evaporazione o ridotta produzione del film lacrimale.

Il film lacrimale è una secrezione liquida che riveste la superficie dell’occhio ed è composto da 3 strati: lo strato mucoso che ha il compito di rendere impermeabile la superficie anteriore della cornea, lo strato acquoso che ha la funzione di favorire lo scorrimento delle palpebre e difendere la superficie corneale dal contatto con microrganismi (grazie alle sostanze in esso contenute). Infine lo strato lipidico, prodotto dalle ghiandole del Meibomio, che ha la funzione di impedire l’evaporazione dei due strati precedenti. La forma evaporativa di occhio secco è la più frequente ed è principalmente dovuta all’assenza o insufficienza dello strato lipidico.

Per supplire a questa comune deficienza, siamo costretti ad usare lacrime artificiali specifiche per questo tipo di disturbo, anche molte volte al giorno. Nonostante le lacrime artificiali sintomi come fastidio, bruciore, arrossamento, alterazione della vista, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e dolore persistono. Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva. La luce pulsata è un trattamento innovativo che stimola la funzione delle ghiandole di Meibomio. E’ usata già da molti anni in dermatologia per diverse patologie quali l’epilazione e lo sbiancamento delle macchie cutanee. Sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrati ed omogenei, con un intervallo ed un’energia idonea a stimolare le ghiandole di Meibomio ripristinano il loro normale funzionamento.

Il trattamento consta di tre sedute di pochi minuti nell’arco di circa un mese e mezzo, senza alcun fastidio o effetto collaterale, poiché il trattamento coinvolge esclusivamente le palpebre, dove risiedono le ghiandole di Meibomio, senza minimamente coinvolgere il bulbo oculare. Il paziente può riprendere le sue normali attività subito dopo la terapia e gli effetti possono essere valutati anche dopo la prima o seconda seduta. Nei mesi successivi, se necessario, può essere fatta una seduta di richiamo per consolidare l’effetto terapeutico. Sono stati condotti studi in Francia, Nuova Zelanda e in Cina, che hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nel 90% dei pazienti sin dalle prime due sedute. Il miglioramento delle condizioni cliniche della superficie oculare è stato valutato mediante specifiche strumentazioni oculistiche.

Per la prima volta dunque dopo molti anni in cui l’unica soluzione era la continua istillazione di lacrime artificiali, la tecnologia ci viene incontro con una procedura veloce semplice ed a costi contenuti!

 

Dott. Massimo Camellin
Oftalmologo

www.lasek.it

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