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Maestre magistrali a rischio licenziamento a Martellago

La scuola è finita, il calvario delle maestre diplomate purtroppo ancora no. Nonostante le tantissime manifestazioni più o meno ufficiali di stima e di solidarietà da parte di istituzioni, Comuni, rappresentanti politici, genitori e cittadini ovviamente, la partita è ancora in stallo. E se il nuovo Governo non interverrà nel corso dell’estate con un decreto d’urgenza che possa mettere una pezza, l’inizio del prossimo anno scolastico si preannuncia già molto difficile. Perché senza un provvedimento “tampone”, che ribalti quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato (che le esclude dall’insegnamento), il rischio è che le maestre possano sì riprendere a lavorare regolarmente, solo che potrebbero ritrovarsi a piedi in qualsiasi momento dell’anno.

Questo ovviamente a meno che, durante l’estate non arrivi la lettera di licenziamento, un’ipotesi che comunque non può essere esclusa. Le conseguenze sono facili da immaginare, per loro che resterebbero senza lavoro e stipendio, e per i bambini che si ritroverebbero “abbandonati”. Senza contare i tempi morti che sicuramente ci sarebbero in attesa dell’arrivo di nuovi insegnanti, programmi scolastici lasciati indietro, e chi più ne ha più ne metta. Insomma il solito copione. Sono otto gli insegnanti di ruolo a Martellago in questa situazione, due alla scuola Goldoni sono diventate le portavoci del problema sul territorio. Maria Grazia Simone, la fiduciaria della Primaria, che l’anno prossimo dovrebbe insegnare in terza A, mentre Antonella Stellatelli in quarta B. Rispettivamente 12 e 13 anni di esperienza alle spalle.

“Di recente abbiamo inoltre ricevuto solidarietà per la nostra causa anche dall’Anci, dall’associazione dei presidi e dai collegi docenti di varie scuole – spiegano le due insegnanti – Mentre stiamo approfittando della campagna elettorale per farci trovare nei luoghi dove in queste settimane si riuniscono i cittadini in modo da far conoscere il più possibile il nostro problema”. Stima e solidarietà però possono far ben poco fino a che una decisione non verrà presa al Miur, e infatti per tutta l’estate continua il presidio degli insegnanti a Roma, al quale anche le due maestre di Martellago contano di unirsi. “In tante abbiamo anche fatto lo sciopero della fame – spiega Maria Grazia Simone – io per prima, ma non è facile dovendo anche nello stesso tempo lavorare”. In Veneto nella loro stessa situazione sono in 880.

Elena Callegaro

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