Pediatria, il sindaco Maccarrone: “Insieme possiamo avere più forza”

“Siamo Ospedale Unico Integrato su due sedi e su questo si è mossa la programmazione e l’attività della sanità dell’Alta in questi anni. Affermare, come è stato detto, che ogni realtà deve camminare con le proprie gambe nell’Ulss provinciale mi sembra un indebolimento reciproco, anche alla luce del decreto ministeriale 70 che definisce le caratteristiche minime che devono avere i servizi e i reparti ospedalieri”.

Scende di nuovo in campo il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone sul discorso delle Pediatrie e, più in generale, della sanità, rilanciando: “Insieme possiamo avere più forza. La Regione, che ci ha sempre definiti Ospedale unico a due gambe, oggi è impegnata a definire la nuova programmazione. L’attuale piano sociosanitario è in scadenza a fine 2018 e sicuramente è questo il dibattito che si apre oggi e sul quale mi auguro la Regione coinvolgerà i territori e le realtà locali. In questa prima fase di applicazione della provincializzazione delle Ulss notiamo smarrimento in chi opera nei nostri ospedali. Sarebbe un grosso errore perdere professionalità e specializzazioni presenti in realtà come Camposampiero o Cittadella, a favore dei soli ospedali provinciali come Padova, Treviso, Vicenza ecc.

Nel merito della Pediatria avevo già lanciato l’allarme un anno fa, perché la modifica delle schede operata dalla regione, con la previsione di due pediatrie autonome nell’ex Ulss 15, rischiava di mandare in crisi il sistema. Abbiamo due punti nascite importanti e va garantita la massima assistenza a tutti i bambini, con la soluzione organizzativa più opportuna. Non compete a me trovarla. Mi limito a constatare che nel tempo l’Ostetricia/Ginecologia di Cittadella e la Pediatria sono cresciute anche grazie a professionalità provenienti da Camposampiero, penso al dottor Pegoraro e alla dott.ssa Policicchio, nello spirito dell’ospedale a due gambe.

C’è da aggiungere che oggi c’è una grave carenza di pediatri in tutto il Veneto. Ancor più difficile è trovarne di specializzati nel trattamento della terapia intensiva. Il reparto di Camposampiero è oggi centro di riferimento regionale per la terapia intensiva del neonato critico, non si trova in un capoluogo provinciale ma in un ospedale di rete ed è una ricchezza per tutto il territorio. Solo due anni fa è stato interamente rinnovato, dotato di 12 culle termiche e delle migliori tecnologie, l’investimento di circa un milione e mezzo è stato inaugurato alla presenza del presidente Zaia nell’aprile del 2016. È interesse di tutti operare in favore di una realtà come questa. Il direttore generale, al quale mi sono rivolta, è impegnato a sostenerla, in particolare in questo momento in cui c’è la necessità di reperire risorse umane.

Sono fiduciosa e ringrazio chi opera all’interno con sacrificio e dedizione, dal primario a tutti i suoi collaboratori, con il pensiero rivolto agli utenti di reparti come questo, giovani coppie che vivono situazioni critiche e trovano qui il percorso per veder crescere le loro piccole creature”.

Nicoletta Masetto

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