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Chioggia: l’amministrazione chiede le opere di mitigazione del Mose

Opere di mitigazione del Mose: l’amministrazione ha presentato le sue richieste al consorzio Venezia Nuova. Le forze politiche si sono incontrate il 19 giugno e hanno stabilito all’unanimità di richiedere delle misure intese a “mitigare” l’area lagunare oggetto dei lavori di realizzazione del Mo.S.E. Poche settimane fa vi era stato un sopralluogo degli amministratori sulla struttura.

“Il sopralluogo sul posto ci ha fatto rendere conto dell’impatto della struttura nell’ambiente – ha comunicato il sindaco Alessandro Ferro – e di quanto siano necessarie delle opere di mitigazione che sulla carta possono sembrare secondarie ma che in realtà risultano indispensabi l i , nessuna esclusa. Ora il nostro impegno sarà quello di fare in modo che vengano portate a termine”.

Infatti, sebbene il complesso sia stato creato per tutelare le zone lagunari fragili, come è noto, la sua realizzazione ha incontrato resistenze da parte di istituzioni, comunità lagunari e ambientalisti. A causa della struttura, di fatto, ci sono state notevoli ripercussioni sul territorio: in primis il significativo impatto sull’ecosistema lagunare, con importanti conseguenze sull’attività della pesca. Secondo l’amministrazione, inoltre, bisogna considerare che residenti e turisti non possono usufruire di uno dei punti più belli e caratteristici della laguna Sud, quella della diga nei pressi del Forte San Felice. Nove sono gli interventi richiesti. Per cominciare l’inserimento dell’opera Mo.S.E. all’interno del cuore del territorio attraverso un ampio itinerario ciclabile che colleghi Cavallino Treporti al Delta del Po, passando per Lido di Venezia, l’isola di Pellestrina, l’oasi di Cà Roman e Chioggia. Punto importante è quello relativo al ripascimento delle spiagge di Sottomarina e Isola Verde, attraverso un sabbiadotto. È stata richiesta inoltre una concreta risposta al problema del proliferare delle alghe, attraverso il completamento delle opere di vivificazione e riqualificazione ambientale del Bacino del Lusenzo.

Sollevata anche la questione della realizzazione del nuovo Mercato Ittico all’ingrosso. Per quanto riguarda l’area della diga nei pressi del Forte San Felice, l’amministrazione ritiene, in concomitanza all’iter di recupero dell’oasi e valorizzazione del Forte, che il percorso debba essere ripristinato e riqualificato. Ultimo intervento richiesto è lo scavo dei canali sino al porto. “Se il Mo.S.E. deve servire per proteggere l’ambiente lagunare, questa opera deve diventare un’occasione per aggiungere nuovi servizi per la cittadinanza e per i turisti per rendere il territorio fruibile a tutti nella sua totale interezza e bellezza” ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Elga Messina.

Daniela Savian

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