Home Veneziano Riviera del Brenta Dolo: problemi e istanze della categoria degli autoriparatori

Dolo: problemi e istanze della categoria degli autoriparatori

“E’ importante che le istituzioni nazionali e locali, non creino ostacoli ad una categoria come quella degli autoriparatori, già messa già in forte difficoltà in questi anni a causa della crisi economica”. Questa la posizione dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa Città della Riviera del Brenta con il suo segretario Giorgio Chinellato e i rappresentanti di categoria Roberto Baldan e Nereo Basso. Una categoria che nel comprensorio dei 10 comuni conta una settantina di associati.

“In questi ultimi anni– spiega Baldan – i problemi della categoria si sono complicati e moltiplicati. La crisi economica ha visto il diffondersi della piaga del lavoro nero e dei doppiolavoristi, gente che spesso opera senza rispetto delle regole a danno di autofficine specializzate e nelle quali il personale deve sempre aggiornarsi e specializzarsi. A questo problema endemico che potrebbe essere contenuto con maggiori controlli sul territorio anche da parte delle polizie locali, si aggiunge quello sulla recente normativa relativa all’uso della targa prova. La recente normativa sanziona i veicoli che hanno targhe prova anche su veicoli già immatricolati ma che sono sprovvisti di copertura assicurativa. Una prassi invece che è in uso fra gli operatori del settore”.

La situazione pare in via di soluzione comunque, grazie al parere del Consiglio di Stato. Il Ministero dell’Interno – Direzione Centrale Polizia Stradale ha emanato così dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, una circolare il 30 maggio 2018 (inoltrata a tutte le Prefetture, a tutti i Compartimenti della Polizia Stradale e per conoscenza al Comando Generale Arma Carabinieri e Guardia di Finanza, nonchè pregando le Prefetture medesime di estendere la circolare a tutti i Corpi di Polizia Provinciale e Locale) con il richiamo ad evitare ogni azione sanzionatoria nei confronti di chi opera secondo la prassi consolidata.

“Il problema che è scoppiato con la targa prova – conclude Baldan – è uno dei tanti esempi di come la burocrazia a volte non tenga conto delle necessità delle attività produttive e opprima con normative che creano confusione e con tanti balzelli fiscali le piccole imprese che sono l’ossatura del tessuto economico del Paese”.

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