Infermieristica, l’Università di Padova toglie i riferimenti per la sede di Mirano

Infermieristica di nuovo a rischio e questa volta i margini di salvezza sono davvero risicati. L’ipotesi di chiusura del corso di laurea a Mirano, sembrava scongiurata e invece l’Università di Padova ha tolto dal proprio sito ogni riferimento alle sedi di Mirano e Conegliano, con l’impossibilità di effettuare le immatricolazioni.

E con buona pace di Comune e Regione a cui era stato assicurato un anno solo “di passaggio”. “Noi siamo fermi alla soluzione prospettata qualche mese fa – spiega, non poco stizzita, la sindaca Maria Rosa Pavanello – e cioè che il prossimo anno accademico sarebbe stato di passaggio, con lezioni in videoconferenza con Mestre, per poter poi riprendere la normale attività a Mirano da quello successivo. Questo ci è stato assicurato e questo abbiamo accettato. Non ci aspettiamo nulla di diverso e vorrei essere rassicurata a riguardo”. L’Università sembra però avere altre idee, dettate soprattutto da esigenze di numeri, quelle delle docenze, che non si trovano per tenere aperte Mirano e Conegliano.

“Tre mesi fa – interviene il consigliere regionale, miranese e membro della commissione Sanità Alberto Semenzato – si paventava l’accorpamento delle sedi, con motivazioni legate solo alle scelte dell’Università di Padova, visto che non era previsto alcun calo di iscritti. Per il rettore il problema si poteva risolvere con una disponibilità di 18 docenti, 7 con nuove convenzioni e 11 con incarichi di ricercatori a tempo determinato, in modo da garantire il proseguimento dei corsi a Conegliano e Mirano con un congruo finanziamento da parte della Regione. A fronte di questo, il direttore regionale alla Sanità Domenico Mantoan, sentita la disponibilità dell’Università di Ferrara, ha proposto di coprire i corsi nella sede di Rovigo con docenti di Ferrara e spostando i professori dell’Università di Padova da Rovigo a Mirano e Conegliano. Ipotesi però rifiutata drasticamente dall’Università di Padova, perchè il rettore non ritiene dignitosa l’entrata in Veneto di un’Università esterna. A quel punto, in accordo con l’assessore Luca Coletto, il commissario Bruno Pigozzo e il sottoscritto hanno chiesto al presidente Luca Zaia un intervento per bloccare la questione”.

Scendono in campo anche gli studenti. “E’ un corso abilitante – scrivono gli iscritti al rettore – non bastano le lezioni frontali in aula, servono anche un gran numero di attività e laboratori pratici che permettono allo studente di acquisire nozioni pratiche e relazionali che gli saranno fondamentali per lo svolgimento della professione. Raggruppare Mirano con Mestre e Conegliano con Treviso porterà a un aumento degli iscritti per ogni sede, tutto a discapito della formazione degli stessi. L’aumento del numero dei gruppi di studenti che partecipano ai laboratori infatti, riduce la possibilità di apprendere, approfondire e sviluppare capacità manuali, tecniche e relazionali”.

Filippo De Gasperi

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