Piazza Cepol: aumenta il degrado, riqualificazione bloccata

I residenti in Commenda Est attraversano spesso l’area di piazza Cepol o per fermarsi nell’area giochi della chiesa della Madonna delle Rose, dove si vedono spesso sostare famiglie e bambini, o per raggiungere il vicino Parco Cibotto con il campetto da calcio per i ragazzi e la zona verde adatta a camminate e relax.

Gli sguardi verso la piazza però non possono che essere fugaci e distratti, respinti da un certo senso di vuoto e assenza, come se in fondo, quel luogo non ci fosse nemmeno. L’ombra del degrado cala sulle mattonelle sconnesse e frantumate e sui ciuffi d’erba incolti, un abbandono stridente con la collocazione limitrofa al centro cittadino e fra ampi caseggiati residenziali. L’assessore comunale ai Lavori Pubblici Antonio Saccardin nel novembre 2017 aveva annunciato il recupero di Piazza Cepol che avrebbe potuto diventare una location per le manifestazioni estive attraverso il rifacimento della pavimentazione e la costruzione di un palco per gli eventi al posto delle vasche dove ora si accumulano acqua e cartacce.

“La Regione Veneto – spiega Saccardin – ha confermato a fine aprile 2018 il contributo di 100mila euro a fronte del totale dei 140mila necessari per il completamento di tutto il progetto che prevede anche la posa di centraline elettriche (conchiglie) nella principali piazze della città (Garibaldi, Matteotti, Annonaria e nelle piazze di alcune frazioni). I 40mila euro mancanti dovranno arrivare dal Comune di Rovigo ma, per poter proseguire, nel percorso è indispensabile che venga liberato “l’avanzo di amministrazione” per ora bloccato dalla questione del Lodo Baldetti di cui ci auguriamo al più presto la soluzione”.

Lodo Baldetti, dunque, una “ratio debitoria” senza appello che, dalle buche sulle strade alla riqualificazione della piazza, inghiotte ogni buon proposito. Ne ha parlato anche il Sindaco Massimo Bergamin che nella relazione al suo secondo mandato gli ha dedicato un distinto paragrafo per sottolineare che la questione implica un debito di 10 milioni di euro e ruota intorno alla delibera del 2005 sul project financing per la costruzione del nuovo polo natatorio.

“L’elemento, però, più significativo – è la precisazione di Bergamin – è determinato dal fatto che, sulla scorta della convenzione relativa al project e di un atto della Giunta dell’epoca, il Comune si è surrogato tutte le obbligazioni attive e passive di Veneto Nuoto nei confronti del finanziatore Unipol. Sulla scorta di questa clausola, il Comune è stato chiamato a rifondere 8 milioni di euro”. Già dall’aprile 2017, quindi, l’amministrazione è nella condizione di non poter usare precauzionalmente gli avanzi di bilancio.

“E’ evidente che, di fronte ad un passivo che potrebbe portare il Comune sull’orlo del dissesto finanziario – conclude il Sindaco – ogni economia va valutata in modo puntuale. La fotografia della situazione critica in cui versano le casse comunali non deve spaventare, ma è necessario che ogni cittadino, associazione e istituzione conosca lo stato di risorse e difficoltà”.

Daniela Muraca

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