Scuola dell’Infanzia “Peter Pan” di Cavarzere, la Regione ha stabilito la sua chiusura

Non c’è stato il lieto fine: la sezione della scuola dell’infanzia “Peter Pan” di San Pietro rimarrà chiusa il prossimo anno scolastico. Ad annunciarlo per prime sono le mamme dei bimbi che frequentano la scuola, preoccupate per la gestione di cui d’ora in poi dovranno farsi carico, ma anche per il destino dell’immobile. La chiusura è dettata dal ridotto numero di bambini iscritti – 9 in tutto –, che rende impossibile secondo l’ufficio scolastico provinciale e regionale procedere all’attivazione della classe, nonostante le previsioni parlino di un aumento degli iscritti nel prossimo futuro.

“La nostra amarezza viene dal fatto che non abbiamo avuto, nemmeno, la possibilità di un confronto con il responsabile del provveditorato – racconta Stefania Boscolo, a nome delle mamme della sezione -. . Il nostro disappunto per non aver avuto modo di spiegare il perché di tanta voglia di tenere in piedi questa scuola”.

Il passato ormai è passato. A preoccupare però è il futuro, con tante domande: “Dove andranno questi bambini? Sarà il caso di usufruire dello scuolabus, o sarebbe meglio andare avanti e indietro col proprio mezzo? Toccherà ai nonni farsi carico per aiutare i figli e i nipoti? Bambini così in tenera età in uno scuolabus con altri della primaria e medie: non ci sono i seggiolini come è per legge nelle auto, dov’è la sicurezza?”.

E poi, il pensiero va a quell’immobile da poco ristrutturato: “Diventerà un magazzino in abbandono, dove nemmeno l’erba verrà tagliata e i residenti vicini ne subiranno le conseguenze? Una cosa è certa: tutti i giochi, materiali scolastici, tutto ciò che abbiamo acquistato nel tempo, noi genitori e comitato 5 Martiri non lo lasceremo a marcire”. Quindi un grazie a “chi ha lottato, veramente, con noi con le unghie e con i denti. Con il cuore in gola e le lacrime agli occhi dovremo subire l’ennesima chiusura!”.

A rispondere, in parte, alle paure delle mamme ci pensa il sindaco Henri Tommasi. Non prima, però, di aver manifestato a sua volta il disagio per non aver ricevuto la disponibilità di un incontro da parte dell’ufficio scolastico provinciale o regionale. “Forse non saremmo riusciti a fargli cambiare idea – spiega -, ma un incontro sarebbe stato dovuto visto che la richiesta arriva da un’amministrazione comunale”. Quindi, le risposte alle mamme: “Abbiamo già dato la nostra disponibilità a garantire un servizio di trasporto gratuito per il primo anno. Ovviamente sarà tutto a norma di legge, con i seggiolini come previsto, sarà un servizio apposito, per garantire la totale sicurezza. Più di questo purtroppo non possiamo fare dato che la scelta di chiudere è della Regione: la nostra intenzione è di offrire il massimo servizio ai cittadini, sperando in possibile riapertura l’anno successivo”.

Quanto all’immobile, resterà a disposizione della comunità “con una regolamentazione e qualora ci sia inoltrata una richiesta di attività da parte delle realtà del territorio”.

Giorgia Gay

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