Enti in rete per tutelare delfini, tartarughe e il mondo della pesca sul Delta

Nell’ambito delle azioni di tutela della biodiversità nell’Unione Europea attivate attraverso l’istituzione effettiva della rete “Natura 2000 a mare”, è stata identificata, per ogni regione biogeografia, una lista di Siti di Importanza Comunitaria (SIC). In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, attraverso l’Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale), ha fornito i dati alla Regione Veneto, per i quali sembrerebbe che l’istituzione di un nuovo Sic nel nord Adriatico per tutelare le tartarughe e i delfini, comprenderebbe l’area che dalla costa Friulana arriverebbe a quella Emiliana (fino a Goro) e fino al largo delle 12 miglia a mare.

Per riuscire a trovare una soluzione che possa assicurare il giusto equilibrio tra la necessità di tutelare le specie citate e tutto il sistema della pesca nel nostro territorio, le associazioni di categoria, già dall’inizio dell’anno, stanno lavorando in sinergia con i Gac, insieme alla Regione Veneto che fa da regia. Il sindaco di Porto Tolle nonché presidente del Flag Gac Chioggia Delta del Po, fa sapere che con il Flag Regione FVG e la Regione Emilia Romagna, è stato attivato uno studio di monitoraggio e raccolta dati sull’effettiva presenza delle tartarughe caretta caretta e dei delfini tursiope nelle acque del nord Adriatico.

Un progetto approvato dal Flag Gac prima dell’elezione di Roberto Pizzoli a presidente, che costerà circa 96mila euro, di cui 48mila euro di fondi regionali veneti, veicolati appunto attraverso il Gac. Il resto del co-finanziamento sarà messo a disposizione dal Flag regione FVG. La questione è stata affrontata nell’ultimo consiglio comunale di Porto Tolle (30 luglio 2018) e in alcuni workshop ai quali hanno relazionato docenti universitari.

Guendalina Ferro

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