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Taglio di Po contro la chiusura del punto nascita di Adria

Preoccupa la chiusura del punto nascita locale, contro cui si è schierato subito il Comune di Taglio di Po. Tutto il consiglio comunale ha votato all’unanimità esprimendo parere contrario all’imminente provvedimento, a seguito del Decreto Ministeriale n° 70 del 2 aprile 2015 che ne prevede la loro chiusura e che la Regione ora è chiamata a recepire. La dismissione dei questi punti in Italia è conseguita dai dati che rivelano cifre inferiori ai 500 parti all’anno e un costo di mantenimento troppo elevato per lo Stato. Secondo il Ministero però, le chiusure non dovrebbero recare troppi disagi, in quanto le future mamme risiedono in zone già ben servite da altri distretti in grado di garantire sicurezza e personale qualificato.

“Risulta una decisione repentina e prenderemo pertanto una serie di iniziative insieme alle altre amministrazioni che rientrano nel Distretto 2 dell’Ulss 5 Polesana – afferma il sindaco Francesco Siviero -. La situazione è ancora in fase di possibili cambiamenti. Nel caso venisse però chiuso il punto nascite ad Adria, le future mamme di Taglio di Po sarebbero costrette a recarsi negli ospedali di Chioggia o di Rovigo, a circa tre quarti d’ora d’auto, a dispetto dei 20 minuti di viaggio per Adria”.

Il documento, redatto in consiglio comunale, chiede di tenere aperto il punto nascita adriese e finora è stato approvato anche dall’amministrazione di Porto Tolle e Ariano Polesine e verrà inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Governatore Zaia, agli assessori regionali Corazzari e Coletti, ai consiglieri regionali Azzalin e Bartelle, alla parlamentare polesana Antonietta Giacometti e ai primi cittadini della Conferenza dei Sindaci polesana affinchè si intraprendano le azioni necessarie per scongiurare la chiusura del punto nascita di Adria così come Valdagno e Piove di Sacco.

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