Vittadello, “il nonno vigile” di Villa Del Conte racconta un anno pieno di emozioni

“È stata l’esperienza più bella e formativa di sempre. La ricorderò come una grande occasione di crescita, anche alla mia età!” Queste le parole commosse di Leopoldo Vittadello, ormai conosciuto come il “Nonno vigile” di Villa del Conte, dopo l’anno di servizio volontario trascorso a far attraversare la strada ai giovani, ma non solo, delle scuole elementari e medie del piccolo comune padovano. Una vita trascorsa a contatto con le persone, racconta il signor Leopoldo, lavorando per 40 anni come agente di commercio, con la battuta sempre pronta, uno spirito brioso e lo sguardo ammirato verso quei nonni che di buon mattino facilitavano l’attraversamento dei ragazzi in prossimità delle scuole. Al meritato traguardo della pensione però, qualcosa ha iniziato a tormentarlo, non riuscendo a trovare più un vero stimolo per alimentare quella sua grande passione condivisa con la moglie: il volontariato.

Per anni infatti la famiglia Vittadello si è dedicata in attività verso i giovani organizzate dalle scuole salesiane, accompagnando i ragazzi ai campi scuola estivi. A settembre però, quando riprendeva la solita routine, ritornava la stessa domanda: come rendersi utili? “Da qui mi sono rivolto al Comune di Villa del Conte dove mi è stato suggerito di fare richiesta come nonno-vigile. Sono stato subito accettato e, con il rientro dei ragazzi tra i banchi di scuola, è iniziato anche il mio anno scolastico! – continua il signor Vittadello -. Per qualche tempo sono stato affiancato dalla polizia locale che, con pazienza e competenza, mi ha aiutato a ricoprire il ruolo. Non è stata una formazione facile perchè oltre a mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale, bisognava gestire le manovre delle auto in uscita dalle vie a senso unico e in immissione in una strada provinciale molto trafficata di prima mattina. La mia giornata iniziava presto: alle 7:15 ero già al “lavoro” perché alle 7:30 arrivavano i ragazzi delle medie e i bambini delle elementari che usufruivano della prima accoglienza, fino alle 8:25 con il normale ingresso alla scuola primaria. Al pomeriggio la stessa cosa per la fine delle lezioni. In 9 mesi non ho mai saltato un giorno e, alla mia età e con tutti gli acciacchi, posso esserne fiero! Non immaginavo però che con il passare del tempo potesse nascere un grande affetto verso i ragazzi: oggi siamo abituati a una vita frenetica dove sembra tutto dovuto, invece non si è perso il valore dei piccoli gesti”.

Tra i ricordi più belli sicuramente il rapporto ormai confidenziale con gli adolescenti delle scuole medie, la voglia di trasgredire o le prime cotte, puntualmente ironizzate con provocazioni e simpatia. “Forse è questa la chiave per farsi voler bene dai giovani: mettersi sullo stesso piano e stare allo scherzo. E quando dicevo loro che dovevano attraversare scendendo dalle biciclette altrimenti mi avrebbero “licenziato”, subito si affrettavano a ascoltarmi – ricorda il nonno vigile. – Mi sono sentito il nonno di tutti ma, se devo essere sincero, a fine anno mi sono commosso con un ragazzino che costringeva la mamma a far il giro più lungo per poter attraversare insieme a me. Così ho deciso di regalargli la mia maglia personalizzata con la scritta “nonno vigile Leopoldo” e, qualche giorno dopo, la madre mi ha telefonato raccontandomi che il figlio girava per casa facendo finta di essere me!”. Un’esperienza ricca di affetto, passione, risate e impegno che il signor Vittadello spera di poter ripetere anche il prossimo anno scolastico.

Gaia Ferrarese

Lascia un commento