Grandi lodi per le maxi gru, realizzate al porto di Chioggia e destinate a Cipro

Una giornata celebrativa del made in Veneto e autocelebrativa per Chioggia e per il suo porto non senza, però, qualche sollecitazione a fare di più e prontamente, senza ulteriori indugi. Inaugurazione con cerimonia delle grandi occasioni lo scorso 6 settembre per le due gru Sts Ship to shore Crane realizzate nel porto di Chioggia dalla società padovana Bedeschi. Le maxi-gru per la movimentazione container, ad oggi, costituiscono le due più grandi opere di ingegneria meccanica realizzate interamente in Italia negli ultimi 15 anni. I due “giganti” pesano 1.800 tonnellate l’uno. La loro altezza in fase statica è di 98 metri, che diventano 141 con l’innalzamento del potente braccio.

“Sono il frutto – ha avuto modo di spiegare con orgoglio Rino Bedeschi, amministrazione delegato della società padovana – di una progettazione realizzata interamente dal nostro ufficio tecnico; le parti meccaniche sono state prodotte nelle nostre officine”. Lavorazione è stata ultimata nel porto di Chioggia, nel corso di una decina di mesi, e grazie a centinaia di maestranze locali. Le gru sono partite a metà mese per Cipro, con destinazione finale all’Eurogate Terminal di Limassol. A fine settembre concluderanno il loro “viaggio”, trasportate da un’unica chiatta. A complimentarsi per l’impresa faraonica era presente all’inaugurazione anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che di fronte ad un’opera d’ingegneria e di programmazione così complessa e sofisticata ha ribadito, ancora una volta, la grande forza del modello imprenditoriale veneto, il distretto industriale diffuso con le sue 600mila imprese e 150miliardi di Pil. Ha parlato di sfida entusiasmante, il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, che si è augurato vi siano in futuro ulteriori commesse, pur rilevando le difficoltà legate alle condizioni dei fondali che la Bedeschi ha saputo superare brillantemente. “Qui – ha detto rivolgendosi a Bedeschi ma per estensione a tutte le realtà imprenditoriali che possono essere interessate alle attività del porto – troverete terreno fertile. Il nostro territorio offre grandi opportunità”.

“Opportunità – è stato l’auspicio finale – che in un futuro immediato ci auguriamo possano essere colte anche nella crocieristica”. Si è compiaciuto del risultato ottenuto anche il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Alto Adriatico, Pino Musolino, che ha sottolineato nella realizzazione di queste gru “l’importanza delle attività all’interno del porto, per ottimizzarne la produzione ed esportarle in sicurezza”. Una sfida vinta che tuttavia non consente di cullarsi sugli allori, semmai di pensare questo passaggio come una ripartenza.

“Chioggia – ha detto Musolino – deve fare molto di più le attività portuali per esprimere al meglio le sue capacità operative”. Si è rivolto dunque agli enti competenti perchè lavorino di concerto per facilitare quel passaggio definitivo delle competenze all’Aspo che “sta tardando ad arrivare” e che invece consentirebbe quel tipo di iniziative necessarie per garantire la piena funzionalità del porto di Chioggia”.

“Ancora una volta – ha sottolineato il presidente Aspo Chioggia, Damaso Zanardo – il nostro Porto ha dimostrato le sue potenzialità e la capacità di fare rete per generare opportunità di sviluppo sul territorio”. “L’augurio – ha concluso – è che questa esperienza faccia da traino a nuove collaborazioni, atte a valorizzare quanto sinora investito”.

Ornella Jovane

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