Istrana: Villa Lattes restituita alla cittadinanza

Domenica 9 settembre è stata pacificamente invasa da centinaia di visitatori e appassionati. Ha svelato i propri tesori, i carillon invidiati da mezza Europa, ha accolto famiglie intere nel proprio parco storico. È la settecentesca Villa Lattes, nel centro di Istrana, da maggio restituita alla cittadinanza come casa-museo dopo un prezioso restauro conservativo e di recente, il 9 settembre appunto, teatro del “Fai un giro in Villa”, il festival-laboratorio del vivere la Villa Veneta organizzato dalla sezione giovani del Fai (Fondo Ambiente Italiano) del Veneto.

Un’occasione speciale, condita da appuntamenti musicali e suggestive performance artistiche, per scoprire una vera e propria “ricchezza della porta accanto”, forse ancora sottovaluta, come gran parte del patrimonio artistico locale. Ma da qualche mese la musica, è il caso di dirlo vista l’ampia collezione di automi e carillon ospitata nelle sale storiche della villa, può dirsi cambiata. Ben 1.500, infatti, i visitatori che nei soli primi due mesi di apertura (quattro i giorni di apertura settimanali), hanno visitato la casa-museo.

“C’era molta attesa per la riapertura di Villa Lattes: la risposta dei visitatori in questi primi mesi di attività della casamuseo ha senz’altro superato le nostre aspettative – analizza Mariagrazia Gasparini, sindaco di Istrana con delega al settore culturale -. Sia nelle normali giornate di apertura sia nello speciale evento del Fai è accorso un pubblico eterogeneo, adulti e bambini, visitatori provenienti dalla Provincia di Treviso e anche da fuori regione”. Ma lo sguardo è comunque rivolto al futuro.

“I risultati ottenuti sino ad ora sono il frutto di una stretta collaborazione con i Musei civici di Treviso, proprietari delle collezioni, la sinergia continuerà – conclude Gasparini -. Lavoreremo per il completamento del restauro delle barchesse e dei carillon non ancora restaurati, anche attraverso l’“art bonus”. Alzando l’asticella, poi, altra prerogativa è quella di completare l’ultimo piano della villa da destinare a uso foresteria: tale risultato contribuirebbe in maniera sostanziale all’autofinanziamento della struttura, con uno sgravio delle risorse delle casse comunali”.

Alessandro Bozzi Valenti

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