La Griggio di Campodarsego chiede il concordato preventivo

Rimangono solo 10 i dipendenti della Griggio Srl di Campodarsego, l’azienda del settore macchine utensili per la lavorazione del legno, al centro di una pesante vertenza che rischia nei prossimi mesi di compromettere irrimediabilmente settantadue anni di storia. I sindacati di Fim Cisl e Fiom Cgil, hanno comunicato che l’azienda ha depositato il 5 settembre scorso al Tribunale Civile di Padova, la procedura di concordato preventivo utile per l’inizio della cassa integrazione straordinaria.

Ciò significa che tutti i dipendenti manterrebbero il loro posto a fronte, però, di una riduzione dell’orario di lavoro che li coinvolgerà a turno. Un’ipotesi però che non convince pienamente i 10 dipendenti rimasti, considerando che la proprietà davanti ad una crisi inarrestabile e con un’importante dimensione debitoria che ha fatto lievitare a sette milioni e 460 mila euro il proprio disavanzo, non riesce più a sostenere economicamente il concordato.

“Il concordato preventivo rappresenta solamente il primo step per arrivare alla procedura di fallimento. Questa nostra ipotesi è avvalorata dal fatto che una parte del sito produttivo di Reschigliano è già stato smantellato a pezzi. Come sindacato – concludono Marco Di Stefano e Gregorio Loregian- abbiamo richiesto più volte a Giovanni Griggio di verificare tutti i dati aziendali per cercare almeno di creare la situazione più favorevole a tutti i lavoratori per salvaguardare i posti con la cassa straordinaria, ammortizzatore sempre richiesto dalle organizzazioni sindacali”.

Dopo le dimissioni volontarie per “giusta causa” degli ultimi venti dipendenti, anche i rimanenti dieci lavoratori stanno valutando di chiedere le dimissioni per ottenere almeno la “Naspi”, l’indennità di disoccupazione.

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