Monselice: il 7 ottobre la riapertura dell’antica chiesa

È terminato a fine luglio l’intervento di restauro che è servito per riportare al suo splendore originario l’antica Pieve di Santa Giustina. Il cantiere, partito a gennaio, ha rispettato in toto i tempi previsti. La chiesa sarà inaugurata solennemente il prossimo 7 ottobre, giorno di Santa Giustina. I lavori sono costati circa 690 mila euro, cifra a cui hanno contribuito la Regione (440 mila euro), la Fondazione Cariparo (210 mila euro) e il Comune (40 mila euro).

Il progetto è stato curato dall’architetto Fabio Zecchin. Nel dettaglio, si è provveduto a realizzare un cunicolo di aerazione nella parete nord per risolvere il problema dell’umidità, a sistemare il tetto (alcune travi erano in cattivo stato), a rifare gli intonaci, a rinnovare l’impianto di illuminazione e alla messa in sicurezza la torre campanaria. “L’ultima manutenzione rilevante della chiesa risaliva agli anni Trenta del secolo scorso: c’era quindi la necessità di intervenire. In futuro ci piacerebbe trovare anche le risorse per altri lavori sul campanile e sul sagrato oltre che per installare all’interno dell’edificio l’impianto di riscaldamento, attualmente non presente” spiega il parroco don Sandro Panizzolo.

Il 7 ottobre sono in programma un momento di preghiera e un concerto di musica sacra. Verrà poi presentato nel dettaglio ai fedeli l’intervento eseguito. La romanica Pieve di Santa Giustina è un luogo molto caro agli abitanti di Monselice e ha origini molto antiche. Costruita nel 1256, è una delle architetture storiche e religiose di maggiore pregio di Monselice, meta privilegiata di turisti e pellegrini. Viene utilizzata per accogliere anche concerti di musica sacra (c’è un’acustica straordinaria) e prestigiosi eventi culturali, come le celebrazioni del premio Opsicella. Qui aveva sede in passato il duomo cittadino, poi trasferito in via Garibaldi. Intanto ci sono novità importanti anche per un altro prestigioso monumento monselicense: l’ex chiesa di Santo Stefano. È infatti previsto fra settembre e ottobre un intervento del costo di 60 mila euro per metterla ulteriormente in sicurezza. In concreto verranno posizionati alcuni tiranti a livello del tetto in corrispondenza della navata centrale.

“Dalle verifiche eseguite dall’architetto Paolo Faccio è emerso che la struttura non presenta grossi problemi dal punto di vista sismico. L’apertura fatta lo scorso anno era quindi pienamente legittima. I nuovi lavori permetteranno comunque di aumentare la stabilità dell’edificio” spiega l’assessore alla Cultura Gianni Mamprin, che sottolinea: “Con questo intervento il Comune arriverà a 180 mila euro spesi per la restituzione della Santo Stefano alla città”. Molto, però, rimane ancora da fare: tra la sistemazione delle superfici murarie interne ed esterne, il rifacimento della pavimentazione, l’impiantistica e i bagni servono almeno due milioni e mezzo di euro. Un altro obiettivo è poi ripristinare il vecchio collegamento tra via Carboni e via Santo Stefano Superiore, che corre di fianco alla chiesa.

Davide Permunian

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