Peperone: bilancio ottimo per la sagra di Zero Branco e per l’intera stagione

“Sagra bagnata, sagra fortunata”. Scherza così il presidente della Pro Loco Renzo Benozzi, ben consapevole che – nonostante la pioggia che ha caratterizzato molte delle giornate della Sagra del Peperone (in scena in via Taliercio dal 31 agosto al 10 settembre scorsi) – l’edizione numero 51 della kermesse zerotina ha registrato numeri da tutto esaurito. Un +20% di presenze rispetto alla scorsa rassegna dedicata al peperone con oltre 12mila persone che si sono sedute a gustare le specialità nel solo primo fine settimana di manifestazione. Specialità culinarie che, per scelta, anche se in controtendenza rispetto ad altri eventi, hanno visto eliminare fritture e piatti non legati all’ortaggio principe (assieme a radicchio e asparago) di Zero Branco.

“Questa scelta, seppur forte, ci ha premiati – spiega a riguardo Benozzi -. Siamo cresciuti molto e il fatto di aver messo al centro il nostro prodotto caratteristico è stato vincente, apprezzata e capita da tutti i nostri ospiti. Aspetto che ci rende ancora più convinti sul fatto di non ospitare più piatti che non abbiano un’attinenza specifica con il prodotto della nostra festa”. Anche perchè oltre a zerotini e trevigiani alla Sagra del Peperone 2018 sono accorsi anche visitatori dalle province di Venezia, Padova e persino Pordenone e Belluno, che hanno avuto la possibilità di acquistare i “frutti” della terra di oltre 40 produttori nella grande mostramercato allestita. E quest’anno, nonostante il clima con un’ampia escursione termica nel periodo estivo, la stagione del peperone si è rivelata molto soddisfacente. A dimostrarlo, a titolo esemplificativo, gli oltre 10mila chilogrammi di peperoni utilizzati dalle mani sapienti dei volontari della Pro Loco. E le caratteristiche sia visive sia organolettiche, nonostante il meteo appunto, sono riuscite comunque a esaltarsi, senz’altro meglio rispetto all’annata precedente, contraddistinta dal problema siccità e dalla minaccia delle cimici, aspetti che – uniti alla maturazione rapida a causa del caldo – avevano portato a una mancanza di prodotto sul mercato.

C’è poco da fare: meteo e clima, sono “loro” a decidere, nonostante serre all’avanguardia sempre più diffuse e tecnologie. Uno dei motivi per cui negli ultimi anni, visto il cosiddetto “clima pazzo”, sono in aumento le aziende che si assicurano contro questo rischio. A dirlo sono i numeri di Condifesa Treviso-Belluno, consorzio di 10mila realtà agricole che anche a Zero Branco conta numerosi soci. Nel 2018 il numero di agricoltori assicurati contro il clima ha visto un +7%, così come chi ha deciso di aumentare le coperture assicurative (+30%). “Non è una novità che il clima sia cambiato, con l’alternarsi di temperature elevate a piogge – commenta, sulla stessa lunghezza d’onda di Benozzi, il presidente di Condifesa Tvb Valerio Nadal -. Ciò non esclude che la variabilità del clima possa creare anche problemi anche di natura catastrofale limitati a certe aree. C’è quindi la necessità da parte dei nostri imprenditori di trovare una copertura di reddito”.

A.B.V.

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