Privacy, le norme creano disagi alle imprese del miranese

Nuovo regolamento sulla privacy, nel Miranese piccole medie imprese nel caos. A tre mesi dall’entrata in vigore del Regolamento generale dell’Unione Europea sulla protezione dei dati l’Associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del Miranese, che raggruppa circa 1100 imprenditori del comprensorio, traccia un primo, negativo, bilancio dell’impatto delle nuove disposizioni sull’attività imprenditoriale locale e lancia l’allarme: “Molte nostre aziende – spiega Elisabetta Bolzonella, segretario dell’associazione – si trovano in grosse difficoltà. E’ complicato per loro districarsi tra i tanti nodi ancora da sciogliere legati all’ingente mole di burocrazia piombata sulla loro testa lo scorso 25 maggio. E questo perché la normativa europea vincola alla tutela della privacy (che è l’obiettivo da raggiungere), ma non spiega come farlo”. Da fine maggio gli uffici dell’associazione in zona industriale a Santa Maria di Sala sono presi d’assalto da imprenditori disperati, alle prese con un’ulteriore burocrazia, non bastasse quella legata alla professione e al settore.

“Si tratta di direttive – spiega Andrea Dal Corso, responsabile sindacale dell’associazione – che da un lato hanno avuto il merito di colmare un vuoto nel quale soprattutto i grandi gestori del web e le grandi aziende hanno realizzato un potere economico straordinario, grazie alla raccolta dei dati e alla loro commercializzazione, come ricordato anche dal Garante per la protezione dei dati personali nella sua relazione annuale presentata lo scorso 10 luglio. Dall’altro, però, queste direttive sono lontane anni luce dalla realtà di tutti i giorni delle piccole e medie imprese come le nostre, paradossalmente chiamate a raggiungere gli stessi obiettivi delle grandi aziende e quindi soggette sulla carta alla medesima burocrazia. Una stortura, da correggere quanto prima: servono indicazioni chiare e snelle e speriamo che il Governo intervenga per sostituire il vecchio codice con un decreto di adeguamento al Regolamento europeo”.

Filippo De Gaspari

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