Quinto di Treviso: “Continueremo la lotta contro l’ampliamento”

Il Ministero dell’Ambiente è chiamato a pronunciarsi per l’ennesima volta sul futuro dell’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso. Ennesima, appunto, poiché dal 2002 a oggi sono stati almeno quattro i tentativi di ampliamento, ma sempre di fatto respinti dalle autorità. Ed è ancora in corso l’ultimo di tali procedimenti, quello riguardante la procedura di valutazione del piano presentato da Save-Aertre (la società che gestisce lo scalo trevigiano), che intende aumentare voli e passeggeri da e per l’infrastruttura trevigiana, a due passi dal centro storico.

Un progetto – chiamato tecnicamente, ma per la prima volta, “strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030” anziché “piano di sviluppo” – che si prefigge, per l’anno 2030, di portare al check-in 3,2 milioni di passeggeri con 22.500 movimenti. Questi numeri, però, come fa notare il primo cittadino di Quinto Mauro Dal Zilio, sono già stati raggiunti. “Resto davvero perplesso sulla continua volontà di aumentare i movimenti – spiega il primo cittadino – e non capisco perché il piano faccia riferimento al 2030 se già – a metà 2018 – ha superato ampiamente la metà di quelli prefissati. Il tutto di fronte ai 16.300 imposti dalla legge e a fronte di mitigazioni mai messe in atto da parte del gestore”. Fino al nodo viabilità.

“Percorrere la Noalese e raggiungere il centro cittadino di Treviso è un dramma, è praticamente impossibile – aggiunge Dal Zilio -. Continueremo nella nostra lotta. Un tema importante? Quello dei voli notturni (vietati dalle 23 alle 6 ndr.): stiamo lavorando per chiedere chiarimenti ed eventualmente portare avanti altre azioni”. Intanto, dopo che a gennaio il Ministero dell’Ambiente ha chiesto ulteriori integrazioni a Save- Aertre, si attende il pronunciamento (definitivo?) dell’autorità guidata da Sergio Costa, ex comandante dei Carabinieri forestali della Campania.

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