Vortex: la difficile convivenza tra i residenti e l’aeroporto Canova di Quinto di Treviso

Aerei a bassa quota e case: la convivenza non è di certo facile. A maggior ragione se, talvolta, a causa del vortice d’aria provocato dai boeing, volano tegole e coppi, sfiorando – sino ad ora – le persone. È il cosiddetto fenomeno “vortex strike”, verificatosi più volte negli ultimi anni ai danni di più residenti di Quinto. Sono sette gli episodi più importanti registrati dal Comitato per la riduzione dell’impatto giardino, l’11 dicembre 2016, ancora in vicolo Marangon, il 25 maggio 2017 in un’abitazione lungo via XI Febbraio (la Statale “Noalese”) e, più di recente, il 7 luglio scorso, sempre in una casa sulla Noalese sulla rotta di atterraggio e decollo.

Nella maggior parte dei casi sono state informate tutte le autorità competenti e, in un frangente, un cittadino dopo aver proseguito per vie legali è riuscito a ottenere la condanambientale dell’Aeroporto “Canova”, che da anni sostiene l’incompatibilità dello scalo con il territorio vicino, ma – a fare due passi tra le vie Capitello e Contea, nel centro di Quinto, dove tra l’altro sorge l’asilo parrocchiale – sentendo le testimonianze dei residenti, spostamenti meno rilevanti sono comunque quasi all’ordine del giorno. Tuttavia, negli ultimi anni, sono appunto sette gli episodi più gravi, che hanno visto anche l’intervento dei vigili del fuoco. Il primo è stato registrato il 25 ottobre 2009, ai danni di due famiglie che risiedono in via Contea, il secondo il 30 marzo 2012, sempre nella stessa via. Poi l’8 febbraio 2015, in via Costamala, quando il continuo spostamento degli elementi di copertura ha portato addirittura a infiltrazioni d’acqua in vari punti delle stanze dei piani superiori della casa.

Infine il 31 gennaio 2016, in vicolo Marangon, quando due abitazioni hanno visto spostarsi e rompersi circa 10 metri quadri di copertura, con un paio di tegole che hanno addirittura sfiorato un’anziana residente che si trovava in na di Ryanair – la compagnia low cost che esercita maggiormente a Treviso – a un risarcimento di circa 25mila euro. L’impressione, tuttavia, è che il “colosso dell’aviazione a basso costo” prosegua imperterrito per la propria strada. O meglio, il “proprio” cielo. Lo stesso di Quinto.

Alessandro Bozzi Valenti

Lascia un commento