Zero Branco: il Comune e la sfida “green”

A dicembre dello scorso anno le parole del sindaco fecero un certo effetto: “A Zero Branco in tre anni sono morte 69 persone a causa dell’inquinamento”. Parole affidate all’editoriale del periodico comunale, diffuso a ogni famiglia del paese. Un messaggio chiaro, preciso, ma allo stesso tempo di massima trasparenza. E allo stesso tempo, per quanto “semplice” (comunque basato sugli approfondimenti dell’Ulss), preso con cognizione di causa e cui soprattutto oltre alle parole sono seguiti i fatti. O meglio, sono continuati i fatti. Negli ultimi anni, infatti, il comune di Zero Branco si è distinto in tutta la Provincia per il crescendo di iniziative “green”, a sostegno di salute e ambiente.

Quasi una continuazione naturale, ad esempio, delle battaglie contro gli impianti di rifiuti tossici della Mestrinaro, in zona Bertoneria, o della rinuncia alla costruzione di un asilo nido. Dai mezzi elettrici per la polizia locale alla rete di illuminazione pubblica completamente a led, dagli incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie al premio di “Comune Riciclone”, fino alle colonnine per la ricarica di auto e bici elettriche, le campagne per incentivare lo smaltimento regolare dell’amianto, le iniziative Pedibus e “Zero netta Zero”, le richieste di monitoraggi periodici ad Arpav (Agenzia regionale per la protezione ambientale) oltre agli interventi strutturali sul patrimonio comunale (impianto fotovoltaico in municipio, teleriscaldamento nelle scuole).

Insomma, chi più ne ha più ne metta. “Le azioni che portiamo avanti si inseriscono nell’ottica di voler dare forma e concretezza al Paes, il patto dei sindaci per l’energia sostenibile – spiega Antonio Cazzaro, assessore alle Politiche ambientali e al piano energetico del municipio zerotino -. Allo stesso tempo è necessario aumentare sempre di più una cultura che guardi alle energie pulite e al rispetto dell’ambiente. Sarà rispetto per noi stessi e, soprattutto, per le generazioni future”. Un dare l’esempio da parte dell’amministrazione pubblica, insomma, e allo stesso tempo creare occasioni e stimoli alla comunità. Intanto, in queste settimane, si guarda oltre. Uffici e amministrazione comunale stanno infatti lavorando al cosiddetto Paes 2.0, una revisione (periodica, come previsto dalla Comunità Europea) degli obbiettivi del piano, al fine di individuarne di nuovi e più performanti. Insomma, le “sfide green” a Zero Branco sono solo all’inizio.

Alessandro Bozzi Valenti

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